«Maestro fantasma per decreto»
Storia di un docente modenese finito fuori graduatoria. In Italia 20mila come lui
Un diploma da maestro elementare e una laurea Isef, un faticato curriculum da insegnante con relativo trasferimento nel 2002 da Siracusa a Formigine, dove ha messo su famiglia e dove vive con moglie e due figli. Da due anni Carmine De Cristofaro, 51 anni, insegnante nelle scuole primarie, però è escluso per decreto dalle scuole e come lui ci sono altri 20 mila docenti nelle stesse condizioni, costretti dalla legge italiana e dalla “Buona scuola” di Renzi a fare ricorsi su ricorsi in Tribunale per poter insegnare.
E anche se il Consiglio di Stato, la Corte Europea e svariate sentenze danno ragione a chi come lui si trova nella stessa situazione, ora è in attesa del pronunciamento del magistrato per sapere se a ottobre potrà lavorare o dovrà inventarsi un’altra occupazione in attesa di una pronuncia definitiva.
Una storia molto italiana e molto poco conosciuta quella dei “desaparecidos” della scuola elementare, fantasmi ufficiali di un sistema scuola che da 15 anni alterna, cambia, somma o sottrae criteri e punteggi per le graduatorie dei docenti. Un caos organizzato che continua da sette governi e che finisce puntualmente per costare condanne della Ue contro l’Italia.
«Anche nel nostro caso - spiega De Cristofaro, che assieme ad altri colleghi ha presentato ricorso al Magistrato del Lavoro - la Corte di Giustizia ci ha dato ragione ma il ministero dell’Istruzione non adegua le disposizioni ai provveditorati alla sentenza. Quando mi sono diplomato all’istituto magistrale, potevo andare direttamente a fare il maestro, perchè già negli ultimi anni c’erano i tirocini. L’abilitazione era compresa nel diploma. Io frequento l’università, faccio supplenze, poi svolgo un’altra professione e quando tiro fuori il diploma devo fare i conti con i nuovi criteri che ribaltano le selezioni passate. Dal 2001 ci sono corsi di formazione da 3 mila euro a testa o la laurea in Magistero che poi diventa Scienze della Formazione: in assenza di questi nuovi titoli non si può insegnare ai bambini delle elementari.
Le decine di ricorsi in tutta Italia ottengono dal Consiglio di Stato una pronuncia chiara: i diritti acquisiti non si toccano. Ma con il decreto 235 del 2014 arriva il colpo di mano: vengono riaperte le graduatorie a esaurimento, ma l’iscrizione dev’essere fatta solo per via telematica, niente raccomandate come sempre, e noi siamo esclusi per regolamento. In breve: non siamo abilitati ad avere i codici d’inserimento. Fallita l’iscrizione on line, che quest’anno il Consiglio di Stato ha bocciato come illegittima, noi mettiamo le mani avanti e subito chiediamo l’inserimento con lo strumento sempre valido della raccomandata. Niente da fare, non ci rispondono: niente inserimento. Oggi, dopo la pronuncia dei supremi magistrati amministrativi, non siamo inseriti nelle graduatorie a esaurimento. Lo Stato non rispetta le sue leggi?» È qui il nocciolo della questione. L’esclusione dei “vecchi” maestri, cioè quelli diploma prima del 2001 e automaticamente abilitati a insegnare senza altri esami, viene perseguita a colpi di provvedimenti governativi e ministeriali: provvedimenti che vengono bocciati dai giudici ma ripetuti a oltranza. E 20 mila maestri diventano invisibili.
Saverio Cioce
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