Mel Previte e Rigo Righetti l’anima modenese di Campovolo
I “fratelli rock”, componenti dei Rocking Chairs , di nuovo sul palco insieme al rocker di Correggio «Suoneremo tutto Buon Compleanno Elvis, album che ha fatto la storia e siamo fieri di esserci stati»
MODENA. «Rimettiamo insieme la vecchia banda, facciamo qualche serata e bang…» dallo spirito di forte unione che spingeva i due fratelli del blues ad andare "in missione per conto di Dio" in nome dell'amore per la musica, nel celebre film "The Blues Brothers", a due fratelli che anche se non sono uniti da veri e propri legami di sangue, di certo lo sono per lo stesso tipo d'amore: quello per la musica.
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Dall'anima blues della band di Chicago a quella più rock'n' roll di un'altra "Banda", tutta modenese, che ci accoglie sulle note di "Hound Dog" di Elvis Presley, uno al basso e l'altro alla chitarra. Loro sono Antonio Rigo Righetti e Carmelo Mel Previte, due dei componenti de "La Banda", come amano chiamarsi loro, "il terzo è Robby Pellati" scherzano Rigo e Mel. Due fratelli di note dallo spirito scanzonato e rock'n'roll, che insieme a Roberto Pellati alla batteria e Fede Poggipollini all’altra chitarra, formano una delle band storiche di Luciano Ligabue.
Li incontriamo per una bella chiacchierata sulla loro doppia "missione per conto di Dio": il grande evento del Campovolo sabato 19 settembre a Reggio Emilia e i festeggiamenti per il ventennale del fortunato album di Liga "Buon compleanno Elvis", datato 1995.
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Il Campovolo è alle porte, cosa si prova quando si sale sul palco davanti a così tanta gente?
«Quando l'emozione mi prende, basta girarsi a sinistra dove c'è Mel alla chitarra e alla mia destra dove si trova Robby alla batteria perché la tensione passi -scherza Rigo- vedere le facce con cui suono da sempre ha una funzione salvifica».
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«Quando sei sul palco che ci siano poche persone o 100mila non fa nessuna differenza - continua Mel- perché la musica è magia sempre, sia che si faccia un grande evento come il Campovolo o che si suoni in un piccolo locale».
Come stanno andando le prove?
«La prima tranche di prove l'abbiamo fatta a fine luglio nello studio di Luciano-afferma Mel- la seconda in un capannone a Novellara, mentre le ultime prove le faremo direttamente al Campovolo».
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Che brani suonerete?
«Beh, il Campovolo di quest'anno sarà una grande festa per celebrare diverse ricorrenze- ammette Mel- innanzitutto i 25 anni di "Ligabue" il primo album di Luciano con i "Clan Destino", poi i 20 anni di "Buon compleanno Elvis", album che ha segnato l'inizio della nostra collaborazione con lui».
Ci saranno delle sorprese o gli arrangiamenti rimarranno gli stessi?
«L'ordine delle esecuzioni dei brani di "Buon compleanno Elvis" come la loro struttura classica- ammette Rigo- saranno gli stessi dell'album». «Gli arrangiamenti saranno quelli dei pezzi originali- conferma Mel- cercheremo di riprodurre il disco nella maniera più fedele possibile».
Progetti post Campovolo?
«Il 20 settembre, sarò con mia moglie Francesca e sua sorella Roberta al Teatro Storchi a Modena- racconta Rigo- in occasione della loro mostra d'abiti, io presenterò in anteprima il mio LP "Rigo Waterhole ep". "E poi saremo in tour io, Rigo e Robby - gli fa eco Mel- il 25 settembre a Rimini, il 26 a Mantova e il 27 a Modena».
Facendo un passo indietro, quanti album avete inciso e quanti tour avete fatto insieme a Luciano?
«In totale abbiamo inciso 7 album con Ligabue - rispondono in coro Mel e Rigo- e in 13 anni di collaborazione con lui all'incirca mille concerti».
Luciano Ligabue: un pregio ed un difetto..
«Luciano è un grande comunicatore-ammette Mel- scrive bene e sa come arrivare alla gente».
«Se dobbiamo trovargli un difetto-continua Rigo- direi un eccesso di razionalità, un voler sempre far quadrare troppo le cose».
«Pensa troppo -lo incalza Mel- e va bene, ma a volte blocca un po' l'istintività».
Per concludere parliamo del vostro anniversario: i 20 anni di "Buon Compleanno Elvis", l'album di maggior successo di Ligabue che ha anche segnato l'inizio della vostra collaborazione con lui..
«Fa effetto pensare che con quell'album abbiamo fatto la storia della musica italiana-ammette Mel- all'epoca ne ero inconsapevole, mentre Rigo ne aveva più coscienza. Luciano stesso ci stimolava con un approccio più naif che commerciale-continua Previte- e alla fine quando non pensi a vendere ma a fare solo buona musica, il successo arriva».
«Era un disco forte ed insolito come sound per i tempi-continua Rigo-come anomala era in Italia la figura di un cantante con una band tutta sua, Luciano ci presentava al pubblico come il suo gruppo e la gente imparava a conoscerci e ad apprezzarci».
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Aneddoti particolari su quel periodo?
«Ricordo che salivamo sul palco ogni volta come se fosse l'ultima- dice Rigo- e magari qualche "marone" tecnico lo facevamo anche, ma poi saltavamo come dei matti innamorati solo del rock'n'roll e la gente non se ne accorgeva».
«Il rock'n'roll è innanzitutto emozione pura- conferma Mel-e se la sai trasmettere al pubblico ti perdona anche le imperfezioni».
Comunque una bella responsabilità nei confronti della gente tanto successo..
«Quell'album non fu solo un successo in termini di copie vendute ma anche di vendite degli spartiti stessi- ammette Mel- e crea sempre un certo imbarazzo quando qualcuno ci dice che ha iniziato a suonare grazie a noi».
«La forza del disco è stata proprio quella- conferma Rigo-regalare ai ragazzi dell'epoca un tipo di musica che fosse riproducibile, magari nelle loro camere la prima volta che imbracciavano un basso o una chitarra».
Ci sono brani di "Buon Compleanno Elvis" a cui siete particolarmente legati?
«Seduto in riva al fosso-ammette deciso Rigo-perché nel testo si parla dei fossi, un'immagine che da sempre si lega alla cultura delle nostre campagne e poi per gli arrangiamenti più americani che lo rendono un bel mix di sogno rock'n'roll, come pezzo».
«Per me "Viva"-confessa invece Mel-perché è un pezzo che rotola bene e il mio assolo finale di chitarra è davvero bello, anche Luciano l'ha apprezzato molto».
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