Narcotraffico, arrestato super latitante
Ricercato da 2 anni, marocchino individuato dai carabinieri. Era a capo di un clan attivo nel nord Italia
Colpo grosso dei carabinieri di Sassuolo che nella serata di giovedì hanno arrestato un cittadino marocchino, latitante, sfuggito all’arresto nell’aprile 2014, capo di un traffico internazionale di sostanze stupefacenti. A.A., 40enne, era riuscito a sfuggire all’arresto per quasi due anni. L’uomo, ritenuto dagli investigatori la mente a capo di una organizzazione criminale dedita al traffico internazionale di stupefacenti attivo nei territori di Sassuolo ed altre provincie del nord Italia quali Bologna Venezia e Torino, avendo ormai capito che i carabinieri erano sulle sue tracce, nell’aprile 2014 si era reso latitante fuggendo all’estero poco prima di essere arrestato. Diversa sorte era toccata all’epoca ai complici, sei connazionali e due italiani, facenti parte del clan, che venivano invece arrestati in esecuzione delle ordinanze di carcerazione emesse dal tribunale di Modena, operazione che ha portato a sgominare di fatto l’associazione criminale di cui lo stesso A.A. costituiva il vertice. Ritenendosi ormai al sicuro, ma anche con i connotati cambiati e visibilmente dimagrito, l’uomo dopo una lunga latitanza che lo ha portato in vari paesi dell’Europa dell’est, ha deciso di rientrare in Italia e tornare proprio sul territorio sassolese per ricucire le trame della sua rete di spaccio. In realtà grazie a un attento e costante lavoro dei militari della compagnia di Sassuolo che non avevano mai smesso di controllare i luoghi e le persone frequentate in passato dal trafficante, il suo rientro non è passato inosservato. La paziente attesa dei militari che controllavano il territorio vicino alle due stazioni (ma non solo) negli ultimi giorni cercando di intercettarlo è finita giovedì. Fermato dai carabinieri nei pressi di un centro commerciale di Sassuolo, in un primo momento l'uomo ha tentato di fornire diverse generalità ma, subito dopo, si è reso conto che la sua latitanza era finita e si è consegnato senza fare resistenza dando le proprie reali generalità. Si è così arrivati con questo arresto alla fine di una indagine protrattasi dal 2013 e convenzionalmente denominata “Black Roads”, che ha fatto luce su di una florida ed articolata attività messa in piedi in pochi anni da soggetti di origine magrebina ma anche italiani, non solo dedita alla vendita di droga al dettaglio ma in contatto anche con analoga organizzazione operante nel territorio austriaco a cui rivendeva ingenti quantitativi di stupefacente. Le rotte erano quelle autostradali e ferroviarie, che conducevano principalmente alla città di Innsbruck. A riprova della portata e dell’importanza dell’operazione, l’ingente quantitativo di droga sequestrato durante le varie fasi dell’indagine: 38 chilogrammi fra hashish e cocaina. (Al.Sci.)
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