Modenesi a piedi scalzi per salvare i migranti
Famiglie, bambini e anziani in corteo assieme ai politici Gli slogan, gli striscioni e alla fine le orme nere sul lenzuolo
MODENA. Oltre mille piedi per «un lungo cammino di civiltà». Uomini e donne, bambini e anziani che marciano compatti e solidali. Tante persone, un unico appello: salviamo i migranti. «Portiamo la voce dei bambini morti nel Mediterraneo - racconta una manifestante - di quelli mai nati nel ventre di madri affogate. È tempo di rimboccarsi le maniche e marciare».
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Si parte verso le 17.50 da piazza Roma. Davanti all’Accademia si radunano più di cinquecento persone. In testa un lenzuolo bianco con una semplice scritta: “La marcia delle donne e degli uomini scalzi”. Ce ne sono altri, tra cui uno con la foto del bambino siriano che ha girato il mondo.
Accanto, la dicitura “Mare mortum”. Qualcuno è venuto da fuori Modena. «Vogliamo dare un segno ai politici europei - racconta Syrilia Hamadi, giunta da Tolosa - in Francia ci sono problemi, ma i migranti arrivano prima in Italia. Avevamo voglia di partecipare».
«Il Comune di Modena fa molto - aggiunge Lilia Hamadi, che si occupa di mediazione e intercultura - non si è mai rifiutato di accogliere gli immigrati. Il problema riguarda tutti, anche gli abitanti che continuano a fare finta di niente». Chi c’è non si volta dall’altra parte. «Se ci sono i soldi per salvare le banche - attacca Alberto Aquilini di Amnesty International - ci sono anche per accogliere tutti. Chiediamo una gestione migliore».
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«Entro novembre lanceremo un progetto su migrazione e integrazione - garantisce Elena Turchi, portavoce della Rete degli Studenti di Modena - e poi nuove campagne in primavera». «A Modena si potrebbero fare più progetti nelle scuole - aggiunge Camilla Scarpa, coordinatrice cittadina della Rete degli Studenti Medi - anche per la storia delle religioni». Fascia tricolore e piedi scalzi, anche Ingrid Caporioni promette iniziative a breve.
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«Stiamo lavorando come Giunta - spiega l’assessore alle pari opportunità - per progetti sull’accoglienza. Continueremo il lavoro di squadra con la Prefettura e la Questura». Parlamentari del Pd sottolineano «che il nostro Paese deve dare accoglienza» (Stefano Vaccari) ed è «importantissimo esserci» (Maria Cecilia Guerra).
Sfilano rappresentanti della politica e del sindacato, lavoratori e studenti. Bandiere al vento e piedi neri, i partecipanti attraversano corso Vittorio Emanuele e giungono davanti alla stazione. Sono da poco passate le 18.30. È tempo di leggere l’appello della manifestazione nata a Venezia.
Quattro i punti principali: certezza di corridoi umanitari, accoglienza degna e rispettosa, chiusura e smantellamento di tutti i luoghi di concentrazione e detenzione dei migranti, un unico sistema di asilo europeo. Il lenzuolo bianco che ha guidato il corteo è steso per terra. Chi desidera prende un pennarello e ricalca la sagoma del suo piede. Piccoli e grandi orme per lanciare un messaggio: “basta fare finta di nulla”.
Gabriele Farina
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