Settanta posti a rischio alla BBS di San Cesario
Attivate la cassa straordinaria e la procedura di concordato in continuità Il sindacato Filcams: «Ora il tribunale dovrà salvaguardare l’occupazione»
Settanta lavoratori a rischio alla Bbs, storica azienda commerciale di San Cesario, leader nel mercato del largo consumo e dei prodotti per il party. La crisi aziendale dura già da diversi anni e sta mettendo seriamente a repentaglio l’occupazione dei circa 50 lavoratori attualmente impiegati, ai quali si aggiungono anche i 20 addetti della cooperativa Futurlog che ha in appalto il magazzino. Già dalla fine del mese di luglio è attiva la cassa integrazione straordinaria che si affianca alla procedura di concordato in continuità avviata agli inizi di luglio dalla nuova proprietà, un Fondo di investimento che ha acquisito a giugno l'azienda per potere definire una strategia di rilancio aziendale che, tuttavia, sembra non stia dando i frutti sperati. «Abbiamo rilevato subito la disponibilità del nuovo management ad avviare un percorso che salvaguardi anche l'occupazione con la cassa integrazione e per evitare drastiche riduzioni del personale in attesa dell’ammissione al concordato - afferma Rosa Dammicco della Filcams/Cgil - Ora ci auguriamo però che anche il concordato possa andare a buon fine». La crisi di Bbs non sembra essere legata alla congiuntura del mercato, ma alla gestione della precedente proprietà. Più di un anno fa, infatti, i lavoratori avevano dato vita a diverse iniziative di lotta dopo la comunicazione di avvio, da parte dell’azienda, della procedura di licenziamento per i 28 dipendenti del magazzino da esternalizzare a una cooperativa. Solo un anno prima alla Bbs era stato raggiunto il primo contratto integrativo nella storia aziendale, che prevedeva convenzioni per la copertura integrale dei costi sostenuti durante la pausa pranzo, il diritto a maggiorazioni sullo straordinario doppie rispetto a quanto previsto dal contratto nazionale, il pagamento al 100% dei primi tre giorni di malattia e l'assistenza sanitaria integrativa. E dopo un anno si era arrivati persino ai licenziamenti. Tutte le speranze, dunque, sono rivolte a questo nuovo management perché rilanci l’attività e garantisca i posti di lavoro.
«Fondamentale sarà a questo proposito - dicono dal sindacato - per oltre 50 famiglie, che gravitano per lo più sui Comuni di Castelfranco e di San Cesario, il ruolo del tribunale e degli organi della procedura di concordato allo scopo di riuscire a salvaguardare l’attività e l'occupazione».
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