Terrore in banca, sequestrati nel caveau
Clienti e impiegati bloccati e rinchiusi. La cassaforte temporizzata però non si è aperta, banditi fuggiti a mani vuote
Attimi di terrore, ieri pomeriggio, alla filiale di Cibeno di Banca Centro Emilia, in via Roosevelt, 76, nel complesso immobiliare che ospita anche il Conad. Erano quasi le 16, quando due rapinatori armati di cutter, attesi probabilmente da un complice all’esterno, hanno fatto irruzione all’interno della banca. Alcuni clienti e i due dipendenti che in quel momento stavano servendo le ultime persone rimaste all’interno della filiale, sono stati chiusi nel caveau. Ma andiamo per ordine. In prossimità della chiusura della banca, intorno alle 16, si presenta allo sportello del cassiere un uomo a volto scoperto, dicendo che la sua intenzione è quella di aprire un conto corrente. Il dipendente della banca si accorge subito che qualcosa non va perché l’uomo ha un fare strano, è inspiegabilmente agitato. Accortosi di questi indizi, il dipendente risponde a questa persona di ritornare il lunedì perché ormai è tardi e si sta procedendo alla chiusura. Apparentemente, l’uomo è d’accordo e si reca verso la porta blindata. Improvvisamente, inizia la rapina. Invece di uscire dalla porta, il finto, potenziale, correntista, viene raggiunto da un altro uomo, a volto scoperto. Insieme, minacciano con il cutter i dipendenti della banca. «Dateci il denaro», dicono i due rapinatori al personale della filiale. Contemporaneamente, però, si accorgono che la cassaforte è temporizzata e che, pertanto, sarebbe stato necessario aspettare mezz’ora prima che si aprisse e prima di portare via il denaro. I delinquenti hanno prima rinunciato al colpo, preferendo fuggire a mani vuote piuttosto che aspettare e rischiare, così, di essere colti in flagrante dalle forze dell’ordine. Collegato ai cash dispenser, infatti, c’è l’allarme e c’era la possibilità che polizia e carabinieri arrivassero dopo poco ad incastrarli. Prima di darsela a gambe, tuttavia, i rapinatori hanno spinto i due dipendenti verso il caveau e li hanno rinchiusi lì, ma solo dopo essersi fatti aprire le porte blindata, in modo da garantirsi una via di fuga certa dopo avere tentato l’azione criminale. I malviventi sono quindi fuggiti e i dipendenti rinchiusi nel caveau sono stati successivamente liberati.
L’impressione che hanno avuto i dipendenti della banca che hanno vissuto in prima persona l’esperienza della rapina di ieri pomeriggio è che la gang di malviventi non fosse composta da professionisti del crimine. L’essere stati a volto scoperto e l’atteggiamento maldestro nel condurre l’”operazione” lascia intendere questo. Sul posto per effettuare tutti i rilievi del caso sono intervenute sia pattuglie della Polizia, sia dei carabinieri.
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