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«Aipo ha i soldi, ma non sistema i fiumi»

«Aipo ha i soldi, ma non sistema i fiumi»

Denuncia di Carpentieri (Pd): «Arrivano le piogge, numerosi lavori di manutenzione sugli argini non sono stati fatti»

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MODENA. Passata l'estate e con l'avvicinarsi della stagione autunnale i fiumi del nostro territorio finiscono sotto osservazione. Durante i mesi estivi si sono svolte le operazioni di sfalcio e diboscamento di alcuni tratti arginali. Interventi che erano stati programmati dai vari enti competenti con l'obbiettivo di migliorare la manutenzione e l'efficienza del nodo idraulico modenese, ma che erano stati duramente criticati da cittadini e ambientalisti che avevano puntato l'attenzione sugli alti costi stanziati -in alcuni casi anche di 800mila euro- e della «poca attenzione prestata dalle aziende appaltatrici al taglio selettivo delle piante».

Adesso però a sollevare un nuovo caso è l'interrogazione depositata da Antonio Carpentieri, consigliere comunale Pd, in cui si parlerebbe di un tesoretto in mano ad Aipo per svolgere interventi di manutenzione ancora non eseguiti. Lo spiega Carpentieri (nella foto qui a fianco): «Da informazioni assunte, AIPO è in possesso, da tempo, anche delle risorse economiche necessarie per assolvere a dei lavori di manutenzione». Il consigliere comunale racconta infatti quello che è successo nei mesi scorsi: «La Protezione civile della Provincia di Modena, insieme a dei volontari, ha svolto nei mesi scorsi un importante lavoro di monitoraggio dei due fiumi per segnalare e individuare tutti i punti critici presenti negli argini fluviali quali tane di animali, buche, fessure e quant'altro indebolisce le strutture arginali. Ogni Comune si è fatto il proprio tratto di competenza, e tutti i dati raccolti erano stati organizzati in un documento poi consegnato all'Aipo. Da notare che in alcuni casi, volontari e operatori hanno percorso per ben 4 volte avanti e indietro lungo gli argini per vedere bene la situazione».

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E qui, secondo Carpentieri, ci sono due importanti novità che si vanno aggiungere al complicato puzzle del nodo idraulico modenese che il giorno del 19 gennaio 2014 con la drammatica alluvione ha mostrato tutta la sua fragilità, malgrado le segnalazioni che da tempo facevano i cittadini sulla scarsa manutenzione del Secchia e del Panaro: «Ormai da mesi, tutto il lavoro svolto dalla Protezione civile è stato segnalato e consegnato all'Aipo, ma ad oggi la stragrande maggioranza delle segnalazioni fatte non hanno avuto seguito come manutenzioni.

E questo è grave per due motivi: il primo perchè Aipo avrebbe già i soldi in mano per fare i lavori, e il secondo perchè il Commissario per l'alluvione aveva stanziato soldi e stabilito tempistiche precise per farli. Ad oggi nessun lavoro è stato eseguito e non si ha nemmeno notizia di un suo prossimo inizio. Aipo è l'ente responsabile preposto all'esecuzione dei lavori necessari per ripristinare la completa solidità e sicurezza degli argini fluviali, e visto che questi interventi di manutenzione sono stati finanziati, il grave ritardo che si è accumulato in questi mesi è inaccettabile».

VILLAVARA DI BOMPORTO: SITUAZIONE PREOCCUPANTE

Poco fuori il territorio comunale, nella zona industriale di Villavara di Bomporto, sono le anse e l'alveo del Panaro a preoccupare i residenti. «In questo tratto di fiume, l'alveo si presenta semi intasato di detriti di legnami lasciati dalle aziende che hanno sfalciato il verde nei mesi scorsi, e che adesso si sono sedimentati insieme ad altri vecchi detriti come tronchi secchi. In questo modo, i detriti non fanno altro che rallentare e ostacolare la funzionalità idraulica e il deflusso delle acque del fiume. Eppure alcune determine regionali prevedevano degli interventi di manutenzione in alveo per liberare le ostruzioni. Invece cosa hanno fatto le aziende? Hanno tagliato le piante lontane in golena, e lasciato quelle a ridosso del fiume. Così durante i mesi estivi nessun intervento è stato fatto, e gli alberi secchi sono crollati finendo in alveo con la relativa ostruzione del Panaro», osserva Simone Giovanardi ex consigliere comunale M5S a Bomporto.

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