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Modena

durante una partita

Finisce con la testa contro l’irrigatore calciatore di 16 anni

Carpi. Qualcuno ha minimizzato e per poco non è accaduto il peggio. Siamo su un campo di calcio di una frazione di Modena dove una squadra di allievi di Carpi sta per iniziare a giocare un’amichevole della...

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CARPI. Qualcuno ha minimizzato e per poco non è accaduto il peggio. Siamo su un campo di calcio di una frazione di Modena dove una squadra di allievi di Carpi sta per iniziare a giocare un’amichevole della “Figc”. A bordo campo i genitori notano un grosso irrigatore. Qualcuno dice: «Non sarebbe meglio spostarlo? Se i ragazzi si sbilanciano potrebbero farsi male...». Risposta di adulti responsabili della squadra modenese: «Non è nostro compito spostarlo, dipende dal custode». «E il custode dov’è?». Mentre qualcuno sollevava timidamente questa domanda l’arbitro fischiava l’inizio della partita: dopo pochi minuti un ragazzo di 16 anni di San Marino di Carpi finisce con la testa contro il mezzo a bordo campo. La diagnosi all’ospedale: trauma cranico, lesioni allo zigomo e un occhio “nero”.

E poteva andare molto peggio. Che dire? Certi dirigenti sportivi farebbero meglio a lasciare le responsabilità a persone più assennate. Cosa avreste fatto voi se dopo avere segnalato il pericolo, vostro figlio si fosse fatto male seriamente? La mamma del ragazzo si è sfogata con noi, ma ha preferito non citare il campo in cui è avvenuto il fatto: «Mio figlio - spiega la mamma, Monica - in una azione di gioco in attacco è andato a sbattere contro ad un grosso irrigatore semovente automatico collocato a pochi decimetri dalla porta di calcio e dalla linea di fondo. Quando ho sentito il rumore dovuto dall'impatto della testa e della spalla contro la parete metallica dell'irrigatore, mi si è raggelato il sangue nelle vene. Il capitano della squadra aveva già fatto presente, prima dell'inizio della partita, l'inopportunità della presenza dell'irrigatore in una posizione tanto infausta e pericolosa. Tutto inutile: il macchinario è rimasto dov’era, a bordo campo, nonostante le proteste. Mio figlio Andrea è uscito dal campo dolorante. Il referto del pronto soccorso ( in nottata) ha certificato: trauma cranico, lesioni allo zigomo, alla spalla ed all'anca. Una mamma ha il dovere e il diritto di proteggere il proprio figlio al di là dei miti del calcio, ma ha il diritto di poter contare sulla responsabilità di arbitri, dirigenti ed allenatori. I momenti di gioia, di felicità e di emozioni, sono tanti, ma in un attimo possono diventare tragedia. Da parte dei dirigenti serve più senso di responsabilità». Come non darle ragione.

Rino Filippin

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