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Orti e solidarietà: «Così tante famiglie vincono crisi e noia»

di Valentina Corsini
Orti e solidarietà: «Così tante famiglie vincono crisi e noia»

Maranello. Il successo di “Ortinsieme” di Gorzano: 105 utenti «Se coltivi qui uno stipendio può bastare, e piace ai bimbi»

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MARANELLO. Una vita dei campi all’insegna del biologico e della solidarietà sociale quella alle appendici delle verdi colline maranellesi.

«La nostra produzione è tutta biologica, non usiamo nessun tipo di veleno, e coltiviamo molte tipologie di ortaggi, originari di diverse parti d’Italia, come chi li coltiva. Questa promiscuità di coltivazioni, non solo arricchisce la già ottima cucina emiliana, ma porta ad una cultura della tavola più varia e più sana. Sappiamo quello che mangiamo, perché lo coltiviamo con le nostre mani».

A parlare è Franco Bergonzoni, presidente dell’Associazione Ortinsieme di Gorzano di Maranello, che gestisce gli orti assegnati, grazie ad una convenzione con il Comune, a specifiche tipologie di persone. Pensionati in primis, ma anche lavoratori in cerca di una nuova occupazione e famiglie a basso reddito. Un appezzamento di terreno composto da ben 105 orti di 40 metri quadrati l’uno, in via Cappella 109 a Gorzano.

Un progetto voluto dal Comune di Maranello, come puntualizza Luigi Zironi, assessore alle Politiche socio sanitarie ed abitative.

«In periodo di crisi e grande difficoltà economica, è importante avviare iniziative del genere, non solo per aiutare chi si trova in condizioni indigenti, ma per alimentare un’attivazione della persona. Lo scopo è quello di fornire un’aiuto ai cosiddetti dimenticati sociali, come i pensionati, ma penso anche a chi ha perso il lavoro o ha un reddito basso. Queste particolari categorie, grazie alla coltivazione degli orti, possono sentirsi di nuovo utili ed impegnate in qualcosa».

Una vera e propria comunità multiculturale quella di Gorzano di Maranello, su 105 persone che si dedicano alla coltura degli orti, moltissimi italiani residenti in zona ma di diversa origine regionale, una decina di stranieri tra albanesi e marocchini, diverse donne ed anche alcuni giovani ventenni. E significative sono infatti le storie che raccogliamo tra questi “vicini” d’orto diventati amici e solidali gli uni con gli altri.

«Io sono un pensionato d'origine salernitana, ed ho portato la cultura degli ortaggi tipica del sud qui nel mio orto in Emilia, che è invece una terra più votata alla carne - scherza Enrico Amodio - È bello coltivare il terreno e infine raccogliere i frutti del lavoro. Ma è ancora più bello trasmettere questo messaggio ai bambini delle scuole che ci vengono a fare visita, nell'ambito del progetto Scuola Maranello Solidarietà (progetto di collaborazione tra Comune, scuole, associazioni di volontariato ed Ortinsieme) perché possono vedere cosa produciamo, imparare a mangiare meglio ed anche il rispetto per l'ambiente e le persone», conclude Amodio.

E poi c'è la storia di Alessandra Romondia, di Maranello ma originaria del Gargano e moglie e mamma in una famiglia a basso reddito. «Viviamo con un solo stipendio in casa e questa iniziativa è importante sia economicamente che per la qualità di quello che mangiamo. I prezzi dei supermercati sono alti ed avere un orto è molto più conveniente in termini di spesa - puntualizza Alessandra - e poi la mia bimba di 9 anni si è appassionata ed è stato bellissimo fare con lei la prima semina, raccoglierne i frutti e così anche educarla. In più c’è bella gente in questi orti».

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