Ai Giardini Ducali brillano le stelle di Cracco e Bottura
Centinaia di persone nonostante la pioggia hanno assistito all’incontro con gli chef e Farinetti sui temi della cucina
Nonostante la pioggia, le stelle di Massimo Bottura e Carlo Cracco hanno brillato splendenti sul palco della Palazzina Vigarani per il penultimo appuntamento di "Vieni a Modena con me". A far loro compagnia anche Oscar Farinetti, ideatore di Eataly. A moderare la chiacchierata tra i due super chef, Serena Dandini che ha condotto la serata con la consueta verve e simpatia. Il tema dell'incontro era "Talento ed imprenditoria in cucina", argomento molto caro a tutti e tre. Prima dell'inizio della chiacchierata, Bottura ha omaggiato tutto il pubblico placé con il suo famosissimo hamburger "Emilia", che ha conquistato tutto il mondo con i sapori tipici della nostra terra. Terra che ha ricevuto grandissimi attestati d'amore sia da Cracco, sia da Farinetti. E proprio lo chef più famoso della tv, ha avuto parole lusinghiere per la nostra città. Cosa ama di più della nostra cucina? «È difficilissimo scegliere un solo prodotto - ha risposto - c'è una vastità di scelta enorme che mi concentrerei di più su tutto il territorio che su di un singolo prodotto. Qui è veramente difficile stare male».
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La sua grande popolarità e le sue trasmissioni di successo hanno contribuito a far aumentare le iscrizioni agli istituti alberghieri e ai corsi di cucina. Crede che il sistema ristorazione riesca poi ad assorbire tutta questa offerta?
«Sono certo che ci sia posto per tutti anche perché la vocazione non si limita al territorio di appartenenza, ma spazia in tutto il mondo. Poi non si diventa solo cuochi. Ma il messaggio più importante che vogliamo che venga trasmesso attraverso le nostre trasmissioni è sensibilizzare il pubblico verso i prodotti e creare così curiosità, che porterà le persone ad informarsi e di conseguenza a creare una cultura del cibo sempre più radicata».
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Lei è considerato sex symbol. Cosa cucinerebbe a una donna emiliana per sedurla?
«Qualcosa di mio come un risotto, una polenta, qualcosa con consistenze differenti, qualcosa di hard».
Oscar Farinetti ha riportato la conversazione su binari un po' più concreti parlando del grande successo che i nostri prodotti hanno riscosso a Expo, in particolar modo i tortellini. Anche l'aceto balsamico è stato uno dei best seller: conosciuto in tutto il mondo nella sua versione industriale, il nostro oro nero nella sua variante tradizionale ha stupito. Farinetti in seguito, proprio traendo spunto dal successo dell'aceto, ha lanciato un appello affinché questi prodotti singolari non vengano scempiati con la contraffazione e che invece vengano protetti e tutelati attraverso un marchio unico che potrebbe avere il nome di "Marchio Italia". Massimo Bottura, a riguardo, dal palco ha voluto ancora una volta strappare al sindaco Muzzarelli, seduto in prima fila, la promessa di creare una università del cibo e della ospitalità a Villa Sorra. Lo chef ha molto a cuore questo progetto: «La cucina è un atto d'amore - ha detto - Al mio ristorante lavorano trenta ventenni, che dedicano la propria vita alla cucina. Tanti giovani si sono iscritti ai corsi dell'istituto Spallanzani di Castelfranco, tanto che quest'anno le prime saranno sette e la lista d'attesa è lunghissima. Questo è per me un grandissimo successo, in un certo senso più gratificante di un programma televisivo dove le urla e gli atteggiamenti bruschi, a volte artefatti, non rendono affatto l'idea di quello che in realtà è il nostro lavoro che è molto duro, ma gode della sinergia tra agricoltori e imprenditori. Il futuro della cucina non passerà dalla televisione, ma dalla cultura».
Maria Vittoria Melchioni
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