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Il nuovo vescovo di Modena Don Erio Castellucci

Botta e risposta col sindaco: «Educare a non essere egoisti»

Botta e risposta col sindaco: «Educare a non essere egoisti»

Il pomeriggio del vescovo Erio è iniziato a tu per tu con le autorità. Nella chiesa di San Carlo - causa pioggia, l’incontro doveva essere in piazza Roma - il botta e risposta col sindaco Gian Carlo...

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Il pomeriggio del vescovo Erio è iniziato a tu per tu con le autorità. Nella chiesa di San Carlo - causa pioggia, l’incontro doveva essere in piazza Roma - il botta e risposta col sindaco Gian Carlo Muzzarelli dove da parte di Castellucci non sono mancate sottolineature importanti che hanno strappato gli applausi dei tanti intervenuti.

Muzzarelli ha fatto gli onori di casa. Nel suo intervento ha ricordato che «Modena ha saputo crescere e potrà crescere in modo intelligente, sostenibile e inclusivo se manterrà aperte le porte e le finestre, se saprà essere ancora e ancor di più una società aperta all'altro, aperta alla mobilità sociale, all’innovazione e al mondo che cambia. La nostra forza risiede nel rapporto e nell'interazione continua e dinamica fra le istituzioni e la società civile, che nonostante i colpi subiti resta vitale e che vogliamo rilanciare con convinzione e determinazione, a partire dal rinnovare la partecipazione».

Il sindaco ha usato la metafora del viaggio, introdotto dal bassorilievo che il primo cittadino ha donato al vescovo: Geminiano che in nave affronta la tempesta per andare a Costantinopoli a guarire la figlia dell’imperatore Gioviano. E’ l’immagine di uno dei bassorilievi della Porta dei Principi del Duomo di Modena. E alla metafora del viaggio («una missione, una vittoria sul male») ha fatto riferimento il sindaco, sottolineando poi l’importanza del «dialogo per la ricerca del bene comune».

Monsignor Castellucci è stato chiaro: «La Chiesa non è stata voluta da Gesù in contrapposizione alla città. Parlando ai discepoli, non ha mai detto loro di diventare un castello fortificato o un esercito armato o una cittadella chiusa. Ha utilizzato invece alcune immagini che parlano di una testimonianza forte e mite insieme: ha detto loro di essere sale, luce e lievito. Quanto più è fedele alla propria identità, tanto più la Chiesa si fa serva degli uomini, specialmente di quelli che papa Francesco chiama "gli scarti": coloro che, per la propria condizione disagiata o debole, non riescono a farsi strada da soli, ad affermare con le proprie forze i loro diritti. Per una strada abitudine, le parole e le opere della Chiesa vengono strumentalizzate a volte dai partiti, prendendone solo una parte sganciata dal tutto. L'etica cristiana, in realtà, è un insieme coerente di valori che non si possono separare. Una civiltà è viva, grande e cresce quando - nell'assoluto rispetto della legalità e nell'impegno per una integrazione rispettosa dei propri valori, per noi sanciti dalla Costituzione e dalle Leggi dello Stato - rimane aperta alle diversità, si lascia provocare, si mette in dialogo, assume un atteggiamento educativo e non punitivo. Nel cuore di ciascuno abita anche l'egoismo. La Chiesa vuole operare andando alla radice dei disagi sociali, che è il peccato. Per questo la sua presenza e azione nella società mira prima di tutto alle cause, cioè all'educazione ad amare, ad accogliere, a perdonare, a praticare la giustizia e la pace». (d.b.)

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