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Ex-Poste, lavori per il dopo Expo

Ex-Poste, lavori per il dopo Expo

In arrivo il bando per la gestione. Appalto superibassato? Tutto ok per il Comune

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Alle ex Poste di via Niccolò dell'Abate, acquistate dal Comune alcuni anni fa per circa 3 milioni di euro, procedono i lavori di manutenzione e nei prossimi mesi sarà attivato un secondo bando di concorso per l'utilizzo futuro dello stabile. Per ora, fino al 31 ottobre, una parte del piano terra è utilizzata per iniziative legate all'Expo, secondo un primo bando pubblico assegnato mesi fa. Ma intorno all'edificio ci sono polemiche – ribadite giovedì scorso in consiglio comunale con una interrogazione alla giunta del gruppo Per me Modena – sempre relative all'alto ribasso d'asta del 41% con cui nei mesi scorsi sono stati assegnati i lavori di riqualificazione. «Dopo l'acquisto da parte del Comune – spiega il consigliere Marco Chincarini di Per me Modena - nel 2014 si sono calcolati lavori per 1,2 milioni euro e nei primi mesi del 2015 si è fatto un bando da 945mila euro a base gara. I lavori sono stati affidati a una ditta di Somma Vesuviana con un ribasso del 41%, seguendo la procedura del sistema del massimo ribasso e non quella dell'offerta economicamente più vantaggiosa. Ribassi troppo consistenti alterano il mercato e il Comune in troppi casi utilizza il massimo ribasso anche se sono andato a vedere i lavori alle ex Poste e sono stati eseguiti quasi tutti. La segnaletica in stazione è però penosa anche perché c'è stata una cattiva collaborazione da parte delle Ferrovie. L'edificio però è stato recuperato e ora decidiamo se spostare qui i servizi per il turismo». All'interrogazione ha risposto l'assessore Gabriele Giacobazzi: «Non è vero che il Comune utilizza sempre la procedura del massimo ribasso, penso ad esempio ai recenti lavori del Braglia e in ogni caso è un sistema previsto dalla legge in alcuni casi molti utile ad esempio quando la progettazione è interna all'ente locale. Nel caso delle ex Poste il ribasso non è del 28% perché solo parte dei 945mila euro sono ribassabili. Non ci siamo limitati in questa occasione all'autocertificazione dei requisiti, ma abbiamo approfondito e fatto tutte le verifiche del caso. Il risultato è sotto gli occhi, ora con il secondo bando ci sarà tanto lavoro da fare».

Stefano Luppi

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