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Il nuovo vescovo di Modena Don Erio Castellucci

La visita ai bimbi malati: «Grande desiderio di vita»

di Gabriele Farina
La visita ai bimbi malati: «Grande desiderio di vita»

Al Policlinico nel reparto di Oncoematologia pediatrica e il ringraziamento al personale: «Grazie per quello che fate». La visita al Monastero della Visitazione

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Al Policlinico per imparare dai bambini. L’arcivescovo Erio Castellucci (o don Erio, come desidera essere chiamato) ha visitato ieri mattina il reparto di Oncoematologia pediatrica in via del Pozzo. Sorriso sulle labbra, telecamere lontane, il successore di monsignor Lanfranchi s’è messo al loro servizio. «Ho ricevuto un insegnamento da loro - ha raccontato dopo averli salutati - vedendo il loro desiderio di vita. Vedono un cartone animato, stanno con le mamme, continuano a sperare». Entro Natale dovrebbe essere inaugurata per loro e i loro familiari la Casa di Fausta. «Il vescovo ci ha chiesto di fargli sapere quando sarà l’inaugurazione - ha raccontato Erio Bagni, presidente dell’Aseop, l’associazione che si occupa del progetto - così da poterla benedire». Nella cappella del Policlinico don Erio ha citato le Scritture per riconoscere la sacralità del luogo. «Dio disse a Mosè: “Il luogo in cui stai è un suolo santo” - ha ripreso don Erio - invitandolo a togliere i calzari in segno di rispetto. Il luogo santo è Gesù Cristo, la sua presenza nell’Eucarestia, ma anche la comunità e le persone disagiate. “Ero malato e mi avete visitato”, dice ancora Gesù. È importante togliersi i calzari ed entrare in punta di piedi». Più volte don Erio ha ringraziato tutti coloro che, quotidianamente, si occupano delle persone malate accolte al Policlinico. Ha esordito dicendo loro grazie «per quello che siete, quello che fate, come lo fate». In chiusura, ha esortato i presenti ad «affidarsi al Signore, che non è stato schiacciato dalla croce, ma ha affrontato un passaggio verso la gioia piena».

Don Erio ha ricevuto due libri da don Ilario Cappi. Il parroco della Beata Vergine della Salute gli ha augurato di poter vedere la fine del processo di beatificazione per Anna Fulgida Bartolacelli, avviato dai predecessori Benito Cocchi e Antonio Lanfranchi. Il sacerdote della chiesa di via del Pozzo ha ricordato quanti siano gli uomini e le donne che svolgono la loro missione nella struttura. «Sono circa 2.600 - ha detto il parroco della Beata Vergine della Salute - di cui circa 450 medici, 1.500 addetti ai malati come infermieri e operatori sanitari, 750 amministrativi e tecnici». Tra i numeri citati dal parroco ci sono anche i «691 posti letto, di cui un’ottantina al day hospital. Quando saranno finiti i lavori dopo il terremoto cresceranno». Don Ilario ha invitato il vescovo a conoscere i medici che si sono presi cura di monsignor Lanfranchi nei giorni della malattia. «Preghiamo per il vescovo Erio - ha letto una donna nella preghiera dei fedeli - perché ha detto “ero un parroco felice”. Chiediamo che possa essere un vescovo altrettanto felice». Messaggi di speranza anche per papa Francesco e tutti gli operatori del Policlinico. Gli incontri religiosi sono proseguiti al monastero della Visitazione. A Baggiovara don Erio è stato accolto dalle note del Magnificat, dalla stretta di mano di don Marino Adani e da un caloroso applauso. «Benvenuto a casa», ha detto suor Maria con voce emozionata. L’ospite ha iniziato il discorso parlando della visita di Gesù a Marta e Maria di Betania. Un esempio, «dopo una tradizione ormai superata», per superare la distinzione tra contemplazione e vita attiva. «Gesù non li contrappone - ha spiegato il nuovo vescovo - ma ricorda che ciascuno di noi deve avere entrambi gli aspetti. Il servizio rischiava di essere affanno (nell’episodio del Vangelo) proprio perché non c’era l’ascolto. Il servizio è la cifra fondamentale. Il primo servizio è mettersi ai piedi di Gesù ascoltando la sua Parola. L’ascolto che diventa servizio è un grande aiuto per tutti».

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