Gazzetta di Modena

Modena

Beppe Grillo condannato per le offese a un docente di Modena

Beppe Grillo condannato per le offese a un docente di Modena

Modena. Accusò Battaglia di essere pro-nucleare perché «pagato dalle multinazionali» Il comico rischia il carcere o di andare ai servizi sociali come Silvio Berlusconi

3 MINUTI DI LETTURA





MODENA Beppe Grillo aveva urlato: «Quello è pagato dalle multinazionali, lo voglio sbattere in galera». Per queste parole, accompagnate da altre invettive assai colorite, il leader del Movimento Cinquestelle è stato condannato per diffamazione aggravata: un anno di reclusione, una multa di oltre mille euro, un risarcimento immediato di 50mila euro al danneggiato, oltre al pagamento di tutte le spese legali.

A portare in tribunale il comico-politico e a farlo condannare dal tribunale di Ascoli Piceno, è stato Franco Battaglia, docente di Chimica ambientale al Dipartimento di Ingegneria “Enzo Ferrari” dell'Università di Modena e Reggio. Una storica “bestia nera” degli ambientalisti e, ultimamente, dei grillini. Le sue posizioni non politicamente corrette, a volte proprio controcorrente, hanno sempre fatto discutere e infiammato il dibattito sui social network: dall'elettrosmog che non esiste, all'insensatezza della lotta agli ogm, all'infondatezza del terrore nucleare (ha scritto anche un libro sull’argomento: “Nucleare? Sì, grazie”). Posizioni sostenute da argomentazioni scientificamente, ma contestate a ogni livello anche con toni estremamente pesanti. Come accaduto nell'episodio che ha portato alla condanna di Grillo.

LA VICENDA Grillo nel maggio 2011, in occasione di un comizio elettorale tenuto a San Benedetto del Tronto in vista della consultazione referendaria sul nucleare, aveva dichiarato: «Vi invito a non pagare più il canone, io non lo pago più perché non puoi permettere ad un ingegnere dei materiali, nemmeno del nucleare, parlo di Battaglia, un consulente delle multinazionali, di andare in televisione e dire, con nonchalance, che a Chernobyl non è morto nessuno. Io ti prendo a calci nel culo o e ti sbatto fuori dalla televisione, ti denuncio e ti mando in galera».

Durante il processo ad Ascoli Piceno il giudice ha visionato il filmato del comizio a San Benedetto e ha sentito il professor Battaglia, che dopo quelle parole ha anche riferito di telefonate minatorie e atti vandalici ai suoi danni. A far condannare Beppe Grillo è stata, in particolare, l'accusa lanciata a Battaglia di essere «pagato dalle multinazionali». «È un’accusa falsa. Quindi è ora che sia Grillo a pagare per quello che afferma - dichiara Franco Battaglia. all’uscita del tribunale di Ascoli Piceno - ha chiamato il premio Nobel Rita Levi Montalcini vecchia puttana, ha dichiarato che l'oncologo Umberto Veronesi consiglia alle donne la mammografia solo perché è pagato dalle aziende farmaceutiche… Lui non contesta mai quello che gli altri, che lui considera avversari, dicono: si limita a infangarli e basta. Grillo non ha mai criticato, con argomenti contrari, le mie affermazioni sul nucleare. Ha detto che sonoÈagato dalle multinazionali. È una menzogna e per questo è stato condannato».

LA CONDANNA La posizione giudiziaria del comico-politico ora si fa delicata: ha già sulle spalle una condanna, con pena sospesa. Nella sentenza di Ascoli Piceno, dunque, «il giudice non ha concesso la sospensione condizionale», spiega l’avvocato Lauretta Giulioni, legale di Battaglia. Grillo rischia di andare in carcere, o di finire a svolgere servizi sociali come Silvio Berlusconi. Per questo l'avvocato di Grillo ha già annunciato di voler presentare ricorso contro la condanna.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google