Gazzetta di Modena

Modena

Festival Filosofia 2015

Festival Filosofia: 200 eventi e 50 lezioni per “ereditare” la nuova cultura

di Stefano Luppi
Festival Filosofia: 200 eventi e 50 lezioni per “ereditare” la nuova cultura

La direttrice Borsari: «Racconteremo nelle piazze il legame che esiste tra passato, presente e futuro in famiglia, scuola e nel mondo degli adolescenti». Attesa per il Manichino dell’arte all’ex Manifattura

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MODENA. Il termine “Ereditare”, il tema di quest'anno, è raffigurato al Festival Filosofia di Modena, Carpi e Sassuolo previsto dal 18 al 20 settembre, dalla statua di Bernini raffigurante Enea che fugge da Troia in fiamme portando sulle spalle il padre. L'opera d'arte riassume tutte le varie accezioni illustrate ieri dal direttore della manifestazione Michelina Borsari: il passaggio della memoria tra le generazioni, la trasmissione del sapere nella scuola, il futuro della Terra che si lega al concomitante Expo e il retaggio culturale di cui siamo custodi nei confronti di chi verrà dopo di noi.

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Le tre città  Modena, Carpi Sassuolo si apprestano dunque a sostenere l'arrivo di una delle manifestazioni culturali più prestigiose d'Europa: una “invasione” pacifica di studenti, adulti, docenti che hanno voglia di pensare, magari divertendosi e stando insieme dando un senso tra l'altro al significato di comunità. Le migliaia di persone che convergeranno in piazza Grande, piazza dei Martiri e piazzale della Rosa, e nell'altra quarantina di luoghi di Modena, Carpi e Sassuolo, potranno assistere a 200 appuntamenti di arte, cinema, musica oltre naturalmente a 50 lezioni filosofiche dei principali pensatori del mondo.

«Siamo interessati – spiega la professoressa Borsari – a comprendere i meccanismi che regolano il dialogo tra passato e presente. E' un sistema che oggi è sotto stress e per questo abbiamo deciso di focalizzare alcuni punti di vista, iniziando dalla famiglia e dalle caratteristiche odierne del passaggio tra le generazioni. Oggi i figli sono molto differenti dai loro genitori e non vogliono certo somigliare loro e quindi ci sono problemi nella trasmissione dei valori.

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Altro tema importante riguarda la trasmissione educativa, dunque la scuola. Oggi la conoscenza è orientata al mondo globale e tutto è molto diverso rispetto a un tempo: per questo abbiamo chiesto il patrocinio all'Unesco che a Modena celebriamo con alcune iniziative e la presenza di vari esponenti dell'istituzione. Prestiamo poi attenzione alla scena planetaria, al futuro della Terra che è poi il tema dell'Expo di Milano. Infine il cultural heritage, ossia al ruolo che hanno oggi musei e e biblioteche, depositi di saperi antichi: oggi ci si domanda a che servono, quesito che vent'anni fa non aveva senso».

Se si pensa al festival nel corso degli anni si vede come la manifestazione sia servita anche per rendere più “popolare” la filosofia spiegata al pubblico all'aperto come avveniva nella Grecia classica. Inoltre le istituzioni culturali modenesi hanno imparato al lavorare insieme, in “rete” come si dice oggi, e anche questo è un merito di non poco conto. Ieri alla presentazione del festival erano presenti anche i sindaci. «Questo appuntamento – spiega Gian Carlo Muzzarelli, sindaco e presidente del consorzio Filosofia – è ormai entrato nell'agenda culturale dei cittadini e dei turisti che hanno voglia di ragionare. Ci sono per questo le lezioni filosofiche, ma anche tante mostre che hanno fatto parlare e sono certo faranno godere i visitatori. E poi ci sono le borse di studio, 122 stagisti all'opera e tutto un sistema concentrato sulla grande sfida dell'ereditare».

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Alberto Bellelli, sindaco a Carpi: «La nostra comunità si prepara ancora una volta dopo un anno di lavoro ad accogliere un pubblico colto nelle nostre piazze, senza dimenticare la lezione che ci trasmette l'ex campo di collegamento di Fossoli». Infine l'assessore cultura a Sassuolo Giulia Pigoni: «C'è un sentimento di attesa per il festival e a Sassuolo siamo felici perché per la prima volta utilizziamo il Palazzo Ducale e la bellissima piazza antistante, grande passo avanti».

Un evento, il festival, importante non solo dal punto di vista culturale: mediamente chi arriva a vederlo da fuori si ferma a dormire in albergo mediamente 2,4 notti. Una ricetta da estendere anche a tutto il comparto turistico modenese. La manifestazione non si potrebbe fare senza collaborazioni importanti – tra le altre l'Unesco, il Rotary e per la prima volta Poste Italiane – presenti ieri alla conferenza.

«La Fondazione Cassa di risparmio di Modena – spiega il presidente Andrea Landi – sostiene con convinzione la manifestazione, finanziamenti mai messi in discussione neppure in alcune fasi critiche. Il festival, come abbiamo visto che le Notti barocche di maggio, può anche andare oltre». Giuseppe Schena, presidente di Fondazione Carpi: «Sostenere il festival è semplice perché rientra perfettamente tra gli obiettivi dei nostri istituti». Per la Fondazione San Carlo che ideò il festival c'era Alda Baldaccini: «I must sono territorialità, studenti, gratuità e l'obiettivo è nutrire la mente». Infine il presidente del Consiglio direttiva del consorzio Stefania Cargioli: «Nel 2001 il festival totalizzò 34mila presenze, l'anno scorso oltre 200mila, a testimonianza che non è solo un evento culturale, ma è un appuntamento dalle ricadute turistiche importanti».

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