Maxi furto da dentista: fugge ma è preso
Arrestato il ladro con l’attrezzatura del dottore: valore 40mila euro. La polizia lo insegue in pizzeria e poi lo ammanetta
Arrestato dagli agenti del commissariato di Sassuolo in flagranza di reato per furto aggravato in concorso con un altro ladro dopo aver razziato lo studio dentistico e portandosi via telecamere, trapani elettronici e strumenti professionali.
L’altra sera una segnalazione al 113 avvisava che due soggetti sospetti, si erano introdotti all’interno di un condominio di via Radici in piano, al direzionale ex Saime. Immediatamente, gli agenti del commissariato si portavano sul posto ed iniziavano a perlustrare la zona. Ad un certo punto si sono accorti che uscivano dalla finestra di uno studio dentistico due soggetti con dei borsoni in mano e che si dirigevano velocemente verso una strada laterale. I due dopo aver depositato la refurtiva all’interno dell’autovettura hanno notato la presenza dei poliziotti e hanno così cercato di dileguarsi, prendendo direzioni opposte. Uno di loro è riuscito a sfuggire, approfittando dell’ oscurità, verso piazza Tien An Men mentre l’altro ha cercato rifugio nell’adiacente pizzeria Due Madonne, nascondendosi nel bagno, dove però è stato raggiunto ed ammanettato.
Si tratta dell’albanese L.B., già conosciuto alla giustizia italiana per precedenti per furto. All’interno dell’auto è stata ritrovata la refurtiva per un valore stimato di oltre 40mila euro.
La ricostruzione sul luogo del crimine ha permesso di accertare che i due ladri, approfittando del buio, erano entrati tagliando il vetro della finestra di un bagno in modo tale da non far sentire i rumori.
«Dobbiamo ringraziare il senso civico dei vicini - ha detto G.G., titolare dello studio dentistico - che hanno segnalato i movimenti sospetti alla polizia, che è intervenuta in pochissimi minuti. Il danno materiale sarebbe stato altissimo per noi che avremmo dovuto ricomprare tutto, ma per i ladri, quando avrebbero rivenduto la merce rubata, avrebbe fruttato poche migliaia di euro. Vorrei dire che certamente non si tratta di sprovveduti e che dietro potrebbe esserci una “struttura” che pensa poi a smaltire il tutto. Diversi colleghi nel parmense, ad esempio, negli ultimi mesi, hanno subito analoghe “visite”, tutte con materiali smontati e portati via: trapani elettronici, telecamere ed altri strumenti di precisione. La conferma di questo è data anche dal fatto che dentro un cassetto c’era un assegno, il cassetto è stato aperto, ma l’assegno è stato lasciato sul posto». Per l’arrestato ieri mattina è seguito il processo per direttissima che si è concluso con il patteggiamento di un anno da scontare in carcere.
Alfonso Scibona
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