Don Sergio, chiesa gremita per l’ultima messa in città
Oltre 1500 fedeli hanno salutato il sacerdote che tanto ha dato alla comunità «È un segno d’apprezzamento del vescovo che mi ha affidato un nuovo incarico»
Non meno di 1500 persone, ma probabilmente erano di più, hanno salutato don Sergio Pellati, che ha celebrato la sua ultima messa da parroco alla Consolata. È stato destinato a Correggio, a reggere le sorti di una grande Unità pastorale di cinque ex parrocchie, mentre al suo posto a Pontenuovo arriva don Marco Ferrari, che si prende l'Unità pastorale Sassuolo sud (“sembra l'uscita di un'autostrada”, ha ironizzato don Sergio alla fine della messa) comprendente Consolata, San Michele e Pigneto, Rometta. Non sono mancate le lacrime per il saluto al sacerdote dopo 13 anni di permanenza, prima come aiuto e poi come parroco.
Le ha trattenute a stento anche don Sergio, 47 anni, nato e cresciuto a Sassuolo, fra San Giorgio e l'oratorio don Bosco dove anche il vicesindaco Mimma Savigni fu sua catechista e di lui si ricorda. E proprio il vicesindaco ha dovuto tenere il discorso di commiato da parte dell'amministrazione comunale e ha auspicato «di rivedere don Sergio fra noi ancora tante volte come ospite e come amico, sarà sempre il benvenuto». Due ore di celebrazione, dalle 17,30 alle 19,30, piena di segni, doni, canti e interventi per salutare un parroco che ha fatto molto, non solo per la sua parrocchia. «Ci hai insegnato – recita la lettera dei fedeli – la chiesa concreta, che si sporca le mani senza indugi per i poveri e i discriminati». E infatti don Sergio ha dedicato soprattutto l'ultima parte del suo mandato alla solidarietà, in una città che viveva sempre più profondamente i segni della crisi. Lo ha fatto in molti modi, accogliendo anche presso la parrocchia persone rimaste senza casa, reddito e lavoro e soprattutto coinvolgendo le Caritas, il mondo cattolico e le istituzioni in alcuni progetti solidali di ampio respiro, come Nuovamente, capannone in cui si recuperano e rivendono cose usate e ritirate da solai e cantine (facendo lavorare per il loro ripristino e vendita numerose persone senza occupazione) e l'Emporio della solidarietà Il Melograno, che riunisce tutte le associazioni impegnate nelle raccolte alimentari per i disagiati fornendo i medesimi servizi di un supermercato normale, ma con tessera a scalare fornita dai servizi sociali. Il discorso finale di don Sergio è stato basato quasi interamente sui ringraziamenti alle realtà cattoliche della parrocchia, ai gruppi di adulti, ragazzi, sportivi che affollano ogni giorno la Consolata, ai tanti collaboratori e amici. E' parso chiaro nel parroco il peso della chiamata che lo porta di nuovo lontano da Sassuolo: «Credo che il Vescovo abbia voluto rivolgermi un segno di apprezzamento chiamandomi a questo impegno», ha detto, «anche se vado via ovviamente con qualche dispiacere. Ma è il nostro ruolo di pastori». Ai parrocchiani assiepati in chiesa ha detto: «Vi auguro di continuare a far crescere questa parrocchia, usandone le strutture, come l'oratorio che tanto impegno e fatica ci è costato, per mantenere una comunità viva». E anche alla città don Sergio ha rivolto un augurio: «Vado via da una Sassuolo che vedo ancora in difficoltà. Auguro davvero a tutti una ripresa e una comunità cittadina più unita e capace di progettare il suo futuro lavorando insieme». Alla fine della messa, la festa è proseguita all'esterno con ristoro per tutti e i regali per il parroco uscente.
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