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«Fusione dei Comuni, l’iter è trasparente»

«Fusione dei Comuni, l’iter è trasparente»

Federico Clò della commissione incaricata per lo studio di fattibilità: «Ecco come procederemo»

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VIGNOLA. A cosa serve e quali funzioni ha la commissione consiliare dell’Unione che è stata recentemente formata per seguire lo studio di fattibilità sulla fusione dei Comuni?

A rispondere è stato uno dei membri della Commissione stessa, Federico Clò, che è consigliere comunale del Pd a Vignola e nel consiglio dell’Unione.

«La commissione – spiega Clò - si è insediata il 3 settembre e ha eletto il presidente, Marco Ranuzzini di Castelnuovo, e il vice presidente, Fiorella Anderlini di Spilamberto. Le sedute della commissione sono pubbliche; per chi non potesse partecipare, ogni commissione verrà filmata e il filmato sarà reso disponibile. Vorrei poi segnalare – prosegue Clò - alcuni punti fondamentali: la commissione ha potere consultivo e ha lo scopo di fornire gli elementi di indirizzo su cui Nomisma (lo società incaricata dall’Unione di studiare la fusione, ndr) dovrà realizzare lo studio di fattibilità. In altri termini, la commissione deve dare a chi compie lo studio un quadro di indagine più specifico (ad esempio chiedere a Nomisma di focalizzarsi sul problema “x” o chiederle i vantaggi a fare “y”). La commissione – continua Clò - si riunisce settimanalmente per analizzare volta per volta gli argomenti che saranno oggetto dello studio. Le convocazioni sono presenti sull’albo pretorio del comune di Vignola e sulla convocazione è leggibile l’ordine del giorno, il luogo e l'ora della riunione. La commissione affiancherà Nomisma per tutto il periodo dello studio di fattibilità. I lavori saranno coordinati a livello generale anche dal Presidente dell’Unione. Ogni amministrazione, inoltre, come scritto sulla convenzione, avrà la possibilità di chiedere lo stato di avanzamento dei lavori. Per un principio di trasparenza verrà creato un portale in cui poter verificare lo stato di avanzamento dei lavori. Lo studio di fattibilità – precisa Clò - nasce per avere a disposizione di tutti gli amministratori e dei cittadini gli elementi tecnici (dati specifici, ipotesi concrete, confronti con altre esperienze amministrative, rifermenti dati dai ministeri, etc) per poi successivamente affrontare il dibattito sulla necessità o meno di seguire un percorso di riordino istituzionale. E’ chiaro che i membri della commissione, me compreso, hanno un già un parere su quale può essere il futuro assetto del territorio. La commissione e lo studio nascono tuttavia per fornire a tutti elementi più concreti su cui generare la discussione, affrontando il tema con obbiettività e senza pregiudizi, senza farsi prendere da reazioni di “pancia”».

Marco Pederzoli

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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