Modena lancia "il Manichino della Storia" la grande arte alla Manifattura Tabacchi
Presentazione in grande stile per l'attesa esposizione che propone il meglio dell'arte contemporanea mondiale. Circa 90 opere di 40 artisti che inaugurano il MaTa spazio culturale appositamente affittato dal Comune.
MODENA "C'è qualcosa di straordinario in tutto questo...". Il sindaco di modena Gian Carlo Muzzarelli sembra quasi non credere ai suoi occhi oggi, il giorno dell'anteprima alla stampa della discussa mostra "Il manichino della storia - l'arte dopo le costruzioni della critica e della cultura" che inaugurerà ufficialmente venerdì negli spazi riqualificati dell'ex Manifattura Tabacchi, ribattezzati spazio "Mata", per restarvi fino al 31 gennaio (5 euro l'ingresso).
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Il "Mata" è stato voluto dalla Giunta per sopperire ai ritardi e ai problemi dell'inaugurazione del nuovo polo culturale al Sant'Agostino, tuttora bloccato da ricorsi al Tar (Italia Nostra) ed esposti in procura (movimento 5 stelle). La nuova esposizione, che rientra nel programma del festivalfilosofia 2015 e del suo "ereditare" oltre che nel programma di eventi locali in chiave expo, presenta 88 opere appartenenti a collezioni private e realizzate da 48 artisti di diversi paesi dagli anni '80 a oggi.
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I costi della mostra, 550mila Euro piu' Iva (in primis locazione degli spazi del gruppo quadrifoglio, coop comprese) suddivisi sui bilanci 2015 e 2016 e comprendenti anche il compenso al curatore richard milazzo (48.000 Euro senza i vari benefit), saranno sostenuti dal comune, grazie alle risorse eccezionali programmate per l'anno di expo con un pacchetto di iniziative che, con lo slogan "Modena, dove tutto diventa arte", può contare anche sul contributo della regione (complessivamente è di 300.000 Euro lo stanziamento a sostegno degli interventi programmati a modena), di istituti bancari, di privati, della fondazione cassa di risparmio di modena, così come di apt per quel che riguarda la promozione.
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L'area della manifattura aveva già 'Esordito' venerdì scorso insediando "l'idolo della voglia", una fontana di Enzo Cucchi, e "Il solitario", una scultura di sandro chia, ovvero le opere esterne che si sono aggiunte al "cavallo di modena" di mimmo paladino, giunto qualche giorno prima. L'iniziativa della mostra, discussa non poco in città e resa pubblica all'improvviso nei mesi scorsi dal sindaco, è stata partorita col gallerista emilio mazzoli, presente stamane, e con lo chef-collezionista massimo bottura, che invece già da un pò ha deciso di smarcarsi in pubblico dall'evento al mata e affini.
Tra i 48 artisti in mostra, le cui 88 opere (dipinti, sculture, fotografie e installazioni) sono state fornite da collezionisti locali, spiccano tra gli altri William Anastasi, Luigi Ontani, Mario Schifano, Donald Baekler, Jean Michel Basquiat, Carlo Benvenuto, Enzo Cucchi, Gino De Dominicis, Robert Longo, Andres Serrano, Peter Helley, Nana Goldin, Anselm Kiefer e il modenese Franco Vaccari. Il vicesindaco Gianpietro Cavazza, definendo il Mata "una nuova porta di Modena" e "un giacimento culturale" a disposizione di artisti emergenti ed affermati, sembra guardare già oltre il manichino: "ci sono contatti per un progetto col fotografo modenese franco fontana, l'auspicio è che galleria civica e fondazione fotografia ci stiano. Fontana ha già detto che ci sta", non va oltre per ora Cavazza.
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Ma è Milazzo il vero mattatore, mentre guida i giornalisti dentro gli spazi della mostra, in particolare tra le opere "black and blue" di Anastasi, "Ritratto di Alessandra j." Di De dominicis (la copertina del catalogo) e "Raumschiff" di Kiefer. "Rappresenta- dice di quest'ultima il curatore- la coscienza e la consapevolezza del senso di colpa per la seconda guerra mondiale, è un'opera magnifica ma guardate- incalza i cronisti milazzo- anche il posizionamento delle opere, cosa c'è di fianco a ognuna...".
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