Gazzetta di Modena

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Nel parco sulle orme del lupo

di Andrea Ghiaroni
Nel parco sulle orme del lupo

Andar per sentieri: da Pieve al ponte Badarello tra faggeti e splendidi panorami

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PIEVEPELAGO. A Pieve sulle tracce dei lupi e degli altri animali che vivono sul nostro Appennino. L'itinerario faunistico “Il Lupo e le sue prede” del Parco del Frignano ha il suo punto di partenza alle Vacchereccie (1088 metri) vicino a Pieve, per poi immergersi in una zona poco disturbata dalla presenza umana dove si alternano boschi di faggio e di conifere, prati, pascoli e radure, frutto di attività passate, un habitat dove vivono specie animali come il lupo, il cinghiale, lo scoiattolo, la lepre, la faina, il capriolo e uccelli come il crocere, il pettirosso, il fringuello. Il lupo è specie protetta e tutelata, nonostante ciò resta ancora oggi fortemente minacciata, soprattutto da azioni di bracconaggio e dai continui conflitti con la zootecnia. Grazie, però, ad un progetto del 2001 vi è la ricerca della possibile convivenza tra l'uomo e il lupo, a partire dal suo spontaneo ritorno nel nostro Appennino. È un dovere conoscerlo a fondo con rispetto e curiosità e senza falsi pregiudizi, timori o paure: è un animale straordinario e molto intelligente. L'osservazione degli animali nella natura richiede molta pazienza e non è certo garantita, specialmente nella fascia centrale del giorno. Di solito si incontrano più facilmente all'alba o al tramonto. Bisogna avere molta pazienza, tanta fortuna ma sicuramente è necessario stare in silenzio. È importante seguire le tracce che ne denotano la presenza, quali impronte, feci, tane, nidi, arbusti scorticati e resti alimentari. Per raggiungere il sentiero, da Pievepelago bisogna seguire le indicazioni per la strada Statale 324, Passo delle Radici; dopo cinque chilometri si imbocca la strada sulla sinistra, cartello Vacchereccie. Poco prima delle Vacchereccie, in corrispondenza di una grossa curva, si incontra una mulattiera sulla destra da dove ha inizio il sentiero. Il percorso attraversa radure, faggete e fitti boschi di conifere prima di immettersi sul sentiero Cai 541. In queste zone è facile osservare zolle di terreno smosse dal muso di cinghiali durante la ricerca di cibo. Lungo il sentiero si possono, poi, trovare case abbandonate a seguito dello spopolamento della montagna che sono diventate luogo di riparo per uccelli e piccoli mammiferi. In corrispondenza di un impluvio, si prosegue fino a raggiungere la strada forestale dove si svolta a destra lasciando il Sentiero Cai. Giunti al Rio Fontanacce si attraversa il ponte del Badarello (1134 metri) e si prosegue in leggera salita lungo una carrareccia fino ad incontrare un'altra strada dove si svolta a destra seguendo il sentiero Cai 543 fino al ponte di Sant'Anna (997 metri). Nei pressi del ponte Badarello non è difficile vedere la rana temporaria e le impronte del capriolo, della faina, della lepre. In questo tratto è possibile ammirare vaste faggete e lo stupendo panorama che si apre sul Monte La Nuda, il Monte Giovo e i Campi d'Annibale, oltre al volo di numerose poiane, la lucertola muraiola ma anche altri rettili che si espongono al sole per innalzare la temperatura come il biacco (serpente di colore nero e giallo che si nutre di lucertole e microrganismi). Vicino al ponte Sant'Anna è presente un allevamento ittico usato per i ripopolamenti gestito dalla Società Valorizzazione Abetone. Giunti sul ponte bisogna imboccare la Strada Statale 324 in direzione Pievepelago per circa trecento metri prima di incontrare sulla sinistra un sentiero che sale. Poco dopo avere passato una casa abbandonata si prende il sentiero sulla destra e si raggiunge la strada delle Vacchereccie da dove, si raggiunge il punto di arrivo.

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