Pediatria, tanti giochi per i piccoli ricoverati
Ieri mattina sembrava fosse arrivato Babbo Natale nel reparto di Pediatria del Policlinico di Modena. In realtà era una delegazione del Leo Club con un numero incredibile di giocattoli per rendere...
Ieri mattina sembrava fosse arrivato Babbo Natale nel reparto di Pediatria del Policlinico di Modena. In realtà era una delegazione del Leo Club con un numero incredibile di giocattoli per rendere meno doloroso il ricovero ai bambini.Tanti i giochi di società per i più piccoli e gli adolescenti, oltre a matite e penne di tutti i colori.
Il Leo Club di Modena opera 365 giorni all'anno, è composto da ragazzi in età non inferiore ai 15 e non superiore ai 30, e non è una favola natalizia.
Il progetto andato in porto con la consegna dei doni a Pediatria si chiama “Leo4Children”: un progetto nazionale attuato da tutti i Leo Club del multidistretto 108 Italy tra il 2013 e il 2016 per ora già approdato a Carpi, Reggio Emilia, La Spezia e Bologna. Ieri mattina, nella stanza dei giochi dove si è tenuta la cerimonia di consegna del favoloso kit che coniuga l'aspetto ludico con quello didattico, era presente una folta rappresentanza del Leo Club presieduto da Giuseppe Sansone oltre al Leo Advisor Roberto Olivi Mocenigo, al Presidente del Club Lions Estense Sandro Pipino ricevuti dal prof Paolo Paolucci direttore del reparto di pediatria, al settimo piano del Policlinico pienamente soddisfatto per l'iniziativa benefica.
«La donazione del Leo Club è una boccata di ossigeno - ha dichiarato il prof Paolucci - Sorprende in tempi di cosiddetti tagli lineari sulla sanità che vengono fatti in realtà con l'accetta: nel reparto di Pediatria, come in tutti gi altri reparti, l'opzione dell'ospedalizzazione viene messa in forse a favore dell'assistenza domiciliare. Addirittura a Parma il reparto di Pediatria non c'è più e i bambini vengono ricoverati al pronto soccorso. Sembra sia in atto un generale processo di razionalizzazione delle risorse pubbliche che sta già costringendo molti italiani a ricorrere sempre più spesso a case di cura private e a cure private».
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