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Commissariamento, sfiorata la rissa tra Poletti e il sindaco

Commissariamento, sfiorata la rissa tra Poletti e il sindaco

Finale. Caldo dibattito in Consiglio sul lavoro degli ispettori Il Pd difende la giunta. Dell’Orco (M5S) stuzzica il prefetto

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FINALE. Un clima di tensione cronico, ma che stavolta ha rischiato di sfociare in un corpo a corpo tra il sindaco Fernando Ferioli e il capo dell’opposizione, Maurizio Poletti. Che i consigli comunali a Finale non siano mai banali è ormai cosa risaputa, così come non sono fatti estemporanei le accuse della minoranza. Lo dicono gli esposti - 10 quelli presentanti - le denunce e gli appelli a carabinieri, prefetto e Anticorruzione di interessarsi alle “cose finalesi”. Ma la discussione sull’eventuale commissariamento, alla luce della conclusione del rapporto dei tre ispettori prefettizi, ha alzato la tensione.

Quasi due ore di dibattito, in cui l’articolo della Gazzetta è stato criticato, sviscerato, fatto proprio o rigettato a seconda dei punti di vista. Dai banchi dell’opposizione sono salite in cattedra le critiche anche se falchi e colombe si sono divise nell’atteggiamento. Gianluca Borgatti, Sandro Palazzi, Mirco Garutti e Lorenzo Biagi hanno “assolto” la giunta da coinvolgimenti per fini personali con le irregolarità, senza però fare sconti sulle difficoltà amministrative “che più volte vi abbiamo evidenziato e a cui siete rimasti sordi, cercando sempre scuse. Vi dovete dimettere”. Maurizio Poletti e Maurizio Boetti, invece, hanno calcato la mano, forti dei continui esposti presentati.

Dall’altra parte Andrea Ratti, capogruppo del Pd, ha annunciato massima fiducia: «Si parla di indiscrezioni giornalistiche, aspettiamo il prefetto - ha detto - convinti che questa giunta abbia fatto il proprio lavoro nella completa legalità. È assurdo chiederne le dimissioni in questo frangente».

Ma è quando emerge la parola “mafia” che la situazione si surriscalda. Il sindaco Ferioli, con veemenza, più volte alza la voce: «Voi non sapete neppure cosa sia la mafia - tuona - Sarebbe comodo mollare tutto e starsene a casa, ma io sono qui per la mia città. Non sapete quante migliaia di persone ho incontrato dopo il sisma, che volevano sapere come funzionava il meccanismo del terremoto, ma mai ho accettato che la mafia provasse a mettere le mani sul nostro municipio. Noi abbiamo messo in atto - dice in sostanza - ogni misura per evitare di esporci». Poletti non lo lascia parlare, si intromette più volte, ha un duro battibecco anche con il consigliere Laura Lodi. Accusa di falsità il sindaco, che gli mima il gesto del “quaraquaquà”; il capo dell’opposizione si alza, fa per dirigersi verso i banchi della giunta, è Maurizio Boetti a trattenerlo mentre c’è chi lo invita alla calma e chi stigmatizza.

Chi invece pensa già al futuro è il deputato M5S, Michele Dell’Orco. «Il Prefetto Michele Di Bari, dopo aver letto la relazione dei commissari deve seguire i loro consigli e quindi sciogliere il Comune. Evidentemente gli ispettori hanno confermato che l’amministrazione Pd è stata inadeguata nel gestire la grave situazione e la mafia si è infiltrata. Semplice. La mia paura è che Di Bari non voglia prendersi responsabilità e scarichi sul ministero degli Interni la decisione (la stessa situazione del Comune di Roma); spero che il prefetto mi sorprenda e prenda la decisione più sensata cioè far tornare Finale al voto nel 2016».

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