Il “Manichino della storia” svela i 90 capolavori da collezione
Il battesimo del nuovo centro espositivo del Comune con una mostra di qualità che unisce opere degli ultimi trent’anni di privati modenesi. La prossima esposizione dedicata a Franco Fontana
Stupende, bellissime, emozionali e in alcuni casi già esposte in luoghi importantissimi in giro per il mondo. Oggi quasi tutte conservate a Modena e dintorni. Sono le novanta opere che da domani al 31 gennaio tutti i modenesi e i turisti potranno finalmente ammirare a “Il Manichino della storia. L'arte dopo le ricostruzioni della critica e della cultura”, mostra di cui finora si è parlato per via delle polemiche sul modo in cui è stata generata. E invece, pur con alcuni particolari da mettere a punto, ieri la rassegna si presentava di grande qualità nel giorno dedicato alla stampa. Il curatore italo-americano Richard Milazzo ha immaginato un lungo percorso nella sede del nuovo Mata alla manifattura tabacchi al fianco della farmacia, con opere di 48 dei maggiori artisti contemporanei italiani e internazionali: a ogni angolo, per gli appassionati, gli esperti, i turisti, c'è una sorpresa. Vuoi per la visione di un’opera legata alla seconda guerra mondiale – sono molte, da Kiefer e Basquiat a Longo e Anastasi – vuoi per la visione di un modenese illustre come Franco Vaccari, vuoi per l'esposizione opportunamente dietro una tenda del lavoro dei Chapman “Fuckface”. Insomma un appuntamento finalmente degno di una delle città, la nostra, tra le più ricche dell'Occidente, fino a qui a parte sporadici casi compreso il festival filosofia incapace di proporre appuntamenti davvero di attrazione nazionale o internazionale. Comprensibilmente ieri sindaco Muzzarelli e vicesindaco Cavazza erano al settimo cielo alla presentazione, nella quale hanno anche annunciato che il prossimo appuntamento al Mata di viale Monte Kosica sarà dedicato al noto fotografo modenese Franco Fontana. «Vorremmo che qui lavorassero insieme – ha spiegato l’assessore alla cultura Gianpietro Cavazza – Fondazione Foto e la Civica sul lavoro di Fontana, che ha già dato la sua adesione di massima. In ogni caso il Mata, in attesa dell'arrivo del S.Agostino, si occuperà delle eccellenze modenesi non solo nell'arte, ma anche nell'economia e nel campo sociale». Il sindaco ha usato i superlativi introducendo il suo discorso parlando di «opere straordinarie esposte in una città straordinaria nella quale stiamo cambiando le strategie culturali relative all'arte. Dobbiamo iniziare a volerci bene, a ritrovare passione orgoglio, e qui possiamo ammirare questa scelta di opere, a partire dal cortile con il bellissimo cavallo di Paladino. Abbiamo inoltre rivalutato la ex Manifattura che oggi è tra i luoghi più belli di Modena e dobbiamo per questo essere grati ai tanti mecenati e collezionisti di Modena e provincia».
Alla conferenza stampa, così come alla presentazione in Comune nel luglio scorso, al di là di brevi cenni davanti alle telecamere non è stata data la possibilità ai critici presenti di fare troppe domande. Avviene in tutto il mondo delle mostre e serve per comprendere, con il dovuto tempo di riflessione, come la scelta delle opere sia avvenuta. Certo, Milazzo ha avuto molte occasioni di dire la sua presentando l'allestimento del Mata. A conclusione è intervenuta anche la responsabile del festival Michelina Borsari: «Una lezione magistrale venerdì verterà sul primato del contemporaneo e la mostra mette anche in risalto la visione delle scelte di un grande gallerista come Emilio Mazzoli».
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