«Lavoro, patto della regione da estendere in tutta Italia»
Cgil Modena, riunita a livello provinciale per fare il punto sul nuovo accordo regionale per il lavoro firmato con tutte le parti in luglio, lancia un appello per «estendere il patto per il lavoro...
Cgil Modena, riunita a livello provinciale per fare il punto sul nuovo accordo regionale per il lavoro firmato con tutte le parti in luglio, lancia un appello per «estendere il patto per il lavoro dell'Emilia Romagna a tutta l'Italia in alternativa al Jobs Act. E magari estendere l'alternanza scuola-lavoro già sperimentata nelle aziende Ducati Motor e Lamborghini in tutta l'Emilia Romagna». Aperti dal segretario modenese Tania Scacchetti, i lavori della riunione di Cgil sono stati conclusi in presenza di 200 delegati da Mirto Bassoli, della segreteria regionale Cgil.
«Il patto regionale in Emilia Romagna - ha detto Bassoli a margine del suo intervento - si contraddistingue per un'importante valenza politica e sociale, perché si pone l'obiettivo di rilanciare la piena e buona occupazione dopo che in regione la crisi si è portata via quasi centomila posti di lavoro. Ora l'obiettivo è generare non nuovi posti qualsiasi, ma che siano inclusivi dei diritti dei lavoratori».
Cgil vuole che il patto diventi nazionale sia per il ruolo attribuito alla contrattazione collettiva, sia per il riconoscimento dei corpi intermedi come soggetti di mediazione e rappresentanza sociale. Il provvedimento punta nei prossimi cinque anni a creare 80.000 nuovi posti di lavoro e dimezzare la disoccupazione dall'attuale 9% al 4,5%, indirizzando i quasi 15 miliardi di euro investimenti pubblici programmati nella costruzione di "nuova e buona occupazione", e fra gli altri punti qualificanti Cgil apprezza l'agenzia regionale per il lavoro, il fondo pubblico per la sanità integrativa, l'impulso alla formazione e all'alternanza scuola-lavoro, il riordino istituzionale con la costituzione adeguata delle aree vaste.
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