FORMIGINE
Prese due magrebine a capo di banda di spacciatori
Avevano organizzato una specie di call center per le ordinazioni dei clienti e lo spaccio degli stupefacenti
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Una donna marocchina ritenuta a capo, insieme alla sorella, di un gruppo di spacciatori di cocaina attivo in provincia di Modena e Reggio Emilia è stata arrestata nella serata di domenica scorsa a Corridonia, in provincia di Macerata.
La pusher, nel marzo scorso, era fuggita nel Paese d'origine risultando quindi latitante mentre i militari dell'Arma arrestavano gli altri quattro componenti della banda, tra cui la sorella. Proprio a quest'ultima sono stati concessi nei giorni scorsi i domiciliari, motivo che ha spinto l'unica persona della banda non catturata a lasciare l'Africa per andarla a trovare nelle Marche, trovando per i carabinieri ad attenderla e a portarla in carcere.
Le indagini che hanno portato i carabinieri della compagnia di Sassuolo a individuare nelle due nordafricane i vertici del gruppo di pusher erano partite dall'incendio doloso dell'auto della donna arrestata domenica, avvenuto nel febbraio dello scorso anno a Formigine..
La magrebina aveva riferito agli inquirenti che ad appiccare il fuoco poteva essere stato l'ex compagno per motivi sentimentali, ma è poi emerso che il fatto era legato a motivi di droga. Le indagini ulteriori hanno permesso ai carabinieri di far emergere il ruolo di primo piano delle due sorelle nella rete di pusher, uno dei quali fu poi arrestato dopo essere stato trovato con 100 grammi di cocaina. In particolare, le donne avevano messo in piedi una sorta di 'call center' degli spacciatori prendendo le ordinazioni dei clienti e organizzando la distribuzione delle dosi sul mercato.
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