«Sorveglianza: intervenire subito»
Il garante dei carcerati: «Ufficio coperto a turno da altri magistrati»
Quella della carenza di organico nell'Ufficio del Magistrato di sorveglianza a Modena è una situazione segnalata «da agosto 2014» e una soluzione, anche alla luce del tentato suicidio di un detenuto del carcere cittadino, «non è più differibile». Lo sostiene il Garante regionale per i detenuti Desi Bruno, secondo la quale l'uomo detenuto ora in coma dopo il tentato suicidio presentava «un evidente disagio psichico» e «il provvedimento di concessione dei domiciliari è arrivato il giorno dopo il gesto estremo». La segnalazione della carenza di organico, viene spiegato, è stato segnalato, «a partire da agosto 2014, contattando il ministro della Giustizia e il Consiglio superiore della magistratura, da quando cioè l'Ufficio non riesce a garantire la piena operatività, mancando, nei fatti, il magistrato di sorveglianza con la titolarità della funzione». Di fatto, viene osservato, «al momento, a turnazione, un magistrato di sorveglianza svolge funzioni di supplenza». Ciò determina il fatto che «le funzioni di supplenza sono espletate, per lo più, con riferimento alle questioni urgenti, verificandosi gravi disagi, ripetutamente segnalati, per la popolazione detenuta e internata, in ragione del blocco dell'attività ordinaria di esame delle istanze, con conseguente interruzione dei percorsi trattamentali esterni». Secondo Bruno, «anche il detenuto con un evidente disagio psichico, ora in coma, che aveva tentato il suicidio presso il carcere di Sant’Anna attendeva il provvedimento di concessione dell'esecuzione della pena presso il domicilio, che è arrivato il giorno dopo il gesto estremo».
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