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Due sorelle erano a capo di un vasto giro di droga

Due sorelle erano a capo di un vasto giro di droga

Formigine. Entrambe magrebine avevano dato vita a un “call center” virtuale raccogliendo le telefonate dei clienti e poi servendoli con un vasto giro di pusher

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FORMIGINE. Spaccio di sostanze stupefacenti. È l’accusa di cui dovrà rispondere una donna di origine magrebina arrestata domenica. La base delle attività era a Formigine, ma il giro di clienti s’estendeva al resto del modenese e Reggio L’arresto di domenica conclude un’indagine in cui sono coinvolte in tutto cinque persone: la sorella e altre tre figure, indicate come complici. La protagonista della vicenda era riuscita in un primo momento a scappare dalle forze dell’ordine, rifugiandosi in Marocco presso alcuni parenti. Le ricerche sono state avviate con un’indagine aperta dalla Compagnia di Sassuolo e che s’è presto estesa su scala nazionale. I carabinieri hanno proseguito la loro attività fino a qualche giorno fa. Rientrata in Italia, la donna era andata a Corridonia (Macerata) per trovare la sorella, agli arresti domiciliari dopo la scarcerazione. Ad attenderla, tuttavia, c’erano i militari dell’Arma sia della stazione locale sia di quella sassolese. L’indagine s’era aperta nel febbraio dello scorso anno. Ad avviare il caso era stata la stessa donna arrestata domenica. I carabinieri erano intervenuti per un incendio doloso della sua automobile, posteggiata nei pressi dell’abitazione di lei, a Formigine. In quella circostanza la donna aveva indicato come probabile sospettato un ex compagno. L’uomo, secondo la versione fornita dalla donna, non aveva accettato la fine della relazione sentimentale tra i due. I carabinieri del Nucleo operativo della Compagnia di Sassuolo, nei loro rilievi, costruivano un’altra versione dei fatti. Le seguenti indagini scagionavano l’uomo e ponevano sotto un’altra luce le attività della donna. I militari dell’Arma scoprivano così frequentazioni giudicate “strane” dagli inquirenti e dissapori con altri soggetti, attivi nel settore dello spaccio di sostanze stupefacenti.

L’indagine dava vita, a Formigine, a un arresto. Un cittadino, anch’egli di origine magrebina, veniva trovato in possesso di cento grammi di cocaina. I successivi accertamenti indicavano un legame tra il pusher e la donna, ai vertici (con la sorella) di un’organizzazione dedita allo smercio al dettaglio di cocaina. Secondo gli inquirenti le due avevano costruito un “call center”. Un sistema per cui ricevevano gli ordini dei clienti e consegnavano la droga tramite alcuni pusher. La sorella e i tre soggetti indicati erano stati già arrestati. La donna fermata domenica resta presso il carcere di Camerino (Macerata) dopo che mercoledì il giudice del tribunale marchigiano ha stabilito la convalida dell’arresto. (g.f.)

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