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Hollande come Napoleone se ne va con l’oro nero...

Hollande come Napoleone se ne va con l’oro nero...

Da Muzzarelli l’aceto balsamico e un biglietto in francese, con il premier la lotta per la leadership in cucina e i complimenti a Modena: «È piena di vita»

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Dopo Napoleone, Francois Hollande. La storia dell’Accademia Militare di Modena aggiunge un altro nome francese celebre alla sua storia. Quello di Hollande è un omaggio non a mano armata, ma piuttosto doveroso a quella che lui stesso ha definito essere «la più grande Accademia di formazione militare al mondo».

Perché a margine di quello che ricorderemo come “il patto di Modena”, c’è comunque stato un cerimoniale più o meno ufficiale che ha sconfinato spesso nel culinario.

A cominciare da quel “Monsieur le Président” con il quale il sindaco Gian Carlo Muzzarelli ha rotto gli schemi, donando una bottiglietta di aceto balsamico tradizionale stravecchio al presidente francese: «un’eccellenza del nostro territorio che l’accompagnerà in Francia», ha scritto il sindaco su un biglietto privato che ha accompagnato il cadeau. Così, almeno, questa volta, sono stati i modenesi a regalare il prezioso oro nero e non i francesi a portarselo via, proprio come le opere d’arte.

E a proposito di arte, tornando alla cucina stellata, Hollande ha preso scherzosamente tempo, e ringraziando per l’ospitalità ha detto che dirà «solo dopo aver mangiato da Massimo Bottura se la nostra cucina italiana supererà eventualmente quella francese. Sapevo che a Modena c’era un ottimo ristorante che poteva far concorrenza ai ristoranti francesi, ma non sono qui solo per questo ovviamente».

Ed è su quell’eventualmente che Matteo Renzi gioca durante e dopo la conferenza, tra l’orgoglio francese e l’orgoglio italiano.

Hollande si è soffermato anche sul valore di Modena: «Adesso so che è una città piena di vita, per il successo raggiunto da questa città in ambito produttivo».

Fuori dall’Accademia, sulla piazza Roma pedonalizzata, un centinaio di persone si era radunata fin dal tardo pomeriggio.

Numeri cresciuti nel corso del summit, tanto che all’uscita il cordone della sicurezza ha avuto parecchio lavoro. Tutto è filato liscio con una organizzazione che ha saputo gestire i diversi cambi di programma che si sono succeduti nelle 24 ore che hanno preceduto l’incontro. Forze di polizia italiana e francesi hanno messo in fila le diverse esigenze, tra cerimoniale e sicurezza: i cani hanno passato al setaccio piazza Roma fino a pochi minuti dell’arrivo delle autorità e a chi si fermava chiedendo cosa stesse succedendo, alla risposta «Renzi», la prontezza di spirito ha premiato una signora sulla settantina che, in sella alla sua bicicletta, ha replicato: «Beh, adesso cosa fa? Vuole comandare anche in Accademia?». ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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