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il caso calderoli

Kyenge: «Sono amareggiata ma non intendo lasciare il Pd»

«Sono triste e amareggiata, ma no, non lascio il Pd perchè è casa mia. È chi ha sancito con il voto dell’altro giorno che il razzismo non è reato a doversi interrogare. Mi aspetterei dal mio...

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«Sono triste e amareggiata, ma no, non lascio il Pd perchè è casa mia. È chi ha sancito con il voto dell’altro giorno che il razzismo non è reato a doversi interrogare. Mi aspetterei dal mio partito una seria riflessione sull'esito e sul significato del voto dell’altro giorno al Senato, un voto nemmeno concepibile in Europa e impossibile da spiegare quanto a coerenza con i nostri valori. La base del partito invece una risposta a quel voto la sta dando: ringrazio per l'immensa solidarietà il popolo e i tantissimi circoli Pd che mi hanno espresso in queste ore la loro vicinanza con grandissimo affetto. Sono loro che mi confermano nell'andare avanti e io vado avanti perchè il razzismo è ancora reato». Lo scrive su Facebook l'ex ministro Cecile Kyenge. L'Aula del Senato avrebbe di fatto "salvato" il leghista Calderoli dal processo per diffamazione contro la Kyenge che era ormai cominciato nonostante non fosse ancora arrivata una risposta da Palazzo Madama alla richiesta di autorizzazione a procedere. Tutto dipenderebbe dal fatto che l'Aula avrebbe votato per parti separate il reato e l'aggravante.

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