Michela Marzano: «Riconoscersi, nella realtà E avere fiducia reciproca»
I valori guida nel rapporto genitori-figli e in quello tra le diverse età
MODENA. Tornare, attraverso la narrazione di se, su quelle norme che ci vengono imposte e non – come si dovrebbe – trasmesse con amore, per capire come e cosa fare nel momento in cui l'eredità si inceppa, in cui la comunicazione da una generazione all'altra non funziona e destruttura l'identità, il rapporto con il passato. È questo l'intento che si prefiggerà Michela Marzano, ospite del Festival Filosofia oggi, alle 16.30, in piazza Martiri a Carpi, con la sua lezione magistrale dal titolo “Riconciliarsi con il proprio passato”.
Michela Marzano è professoressa di filosofia morale e direttore del dipartimento di scienze sociali presso l’Università Paris V - René Descartes. Si occupa dello statuto del corpo e della condizione umana nell'epoca contemporanea.
In che modo affronta il legame con il passato, per eccellenza un rapporto difficile, ma che ha mille sfaccettature?
«Talvolta abbiamo difficoltà a capire, a convivere con i valori che ci sono stati trasmessi. Perchè non ci sono stati comunicati con amore, come credo sia giusto, ma semplicemente imposti. E quando qualcosa viene imposto non siamo stati riconosciuti per quello che eravamo. Questo non riconoscimento è il problema, l'inceppo della trasmissione. Occorre, dunque, ripercorrere quei momenti in cui la trasmissione dei valori avviene, per fare pace con quella identità che c'è stata imposta, per riconoscersi e riallacciare i legami con il passato».
La prima sfera in cui questa imposizione si verifica è quella privata, familiare, ma non solo.
«Nella relazione tra genitori e figli accade spesso. I genitori hanno la tendenza a proiettare la propria immagine, viene meno lo spazio di ascolto e riconoscimento, per fare largo alle aspettative, che falsano la relazione stessa. Ma quello che vale nella sfera privata, vale anche nella sfera sociale. Non è mai stato così diffuso come oggi il problema della trasmissione della storia e dei valori da una generazione all'altra, perché si intacca il valore del riconoscimento reciproco, di valutare chi ci è accanto per quello che è e non per quello che dovrebbe essere».
Il primo valore a cui – secondo la professoressa Marzano – si dovrebbe ritornare dunque è quello del riconoscimento, a cui si affianca quello della presa di contatto con la realtà, dei suoi limiti, della fragillità di ognuno di noi.
Ci sono altri valori?
«Il terzo valore è quello della fiducia reciproca, che permette di ricostruire l'identità e il rapporto con il passato».
È la quinta volta che viene a Modena ospite del Festival Filosofia. Ha percepito qualche cambiamento negli anni?
«Quello del Festival Filosofia è un momento dove si crea uno speciale dialogo con il pubblico, anche giovane. È un momento fondamentale di quella eredità di cui quest'anno si parla, un momento in cui si trasmette inevitabilmente qualcosa. Quello che mi colpisce di questo Festival è la presenza, sempre più numerosa di anno in anno, di giovani. È la particolarità di questo festival, dove si mostra l'importanza della trasmissione, dove si apre ai giovani l'opportunità di conoscere tematiche, spesso profonde, che in qualche modo ristrutturano l'identità».
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