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Ricostruzione e polemiche «Nuovi tecnici comunali»

Ricostruzione e polemiche «Nuovi tecnici comunali»

San Felice. Proposta della minoranza dopo le proteste di professionisti e cittadini E in una interpellanza nuove sorprese sugli abusi edilizi nella villa sott’inchiesta

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SAN FELICE. «Rivedere i contatti, le procedure e le figure di riferimento dell’ufficio tecnico del Comune di San Felice, anche avvalendosi di tecnici assunti presso altre amministrazioni che non soffrano il carico di lavoro della ricostruzione post-sisma ma che siano di provata esperienza e competenza e abbiano titoli adeguati per gestire al meglio tutte le problematiche connesse alla riccostruzione».

L’invito a valutare questa opzione è contenuto in una dettagliata interpellanza protocollata nei giorni scorsi in municipio, a firma dei consiglieri della lista civica di minoranza San Felice in Movimento. Una proposta, che arriva per superare mesi di questioni. Prima - si ricorderà - la richiesta della associazione appositamente costituita da 150 tecnici di rispettare la legalità nelle pratiche della ricostruzione, poi la pubblica denuncia di alcuni cittadini esasperati dalla burocrazia che si sono trovati di fronte. Infine la notizia di un caso giudiziario. L’interpellanza riprende quest’ ultima vicenda, ovvero gli abusi edilizi nella villa ricostruita in via Perossaro, partendo da un edificio totalmente diverso, danneggiato dal sisma.

Come noto, sulla questione sono stati inoltrati alla Procura della Repubblica una informativa della polizia municipale locale, una del Corpo Forestale dello Stato che denuncia anche i tecnici del Comune per concorso in abuso edilizio e - novità - pure per abuso d’ufficio - e un esposto dell’ordine dei geometri, che invece ipotizza un altro illecito più generale, ovvero che la casa non potesse essere ricostuita così.

Buona parte degli abusi edilizi contestati anche nelle informative sono stati demoliti, e ora gli indagati confidano che questo sia sufficiente per portare la delicatissima vicenda alla archiviazione. Ma, Procura della Repubblica a parte, alla luce degli atti, la partita non sembra destinata a chiudersi in questioni di tribunale penale, almeno a leggere la restante parte della interpellanza.

Dalla quale si evincono alcune situazioni singolari. Ad esempio che una relazione tecnica contenuta nel fascicolo originario sulla villa, relazione finalizzata al rilascio della cambiale Errani e ad un permesso a costruire ritenuto illegittimo dagli organi inquirenti (certamente illegittimo prima delle demolizioni postume di cui si discute) si riferisse già nella intestazione alla “demolizione di fabbricato ad uso spaccio e laboratorio”, situazione che nulla ha a che fare con la villa in questione, dove non ci sono o c’erano nè spacci, nè laboratori. Della serie: copia, incolla e butta lì, che tanto va tutto bene. Possibile? L’interpellanza a firma di Fortini e Casari partendo dal caso specifico e chiedendo di valutare un “rinnovo” dell’Ufficio tecnico, chiede anche alla giunta di fare ogni chiarezza su quali e quanti altri procedimenti penali o di rilevanza penale inerenti la ricostruzione interessino e abbiano interessato il Comune.

Tra l’altro si è scoperto che allo stesso Comune - e alla Provincia e alla Regione - la Forestale aveva dato a suo tempo notizia delle sue indagini, scrivendo già allora di illiceità del permesso a costruire. (ase)

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