Modena, la bolletta è una beffa
Il caso di un cliente Hera: installa il fotovoltaico, produce energia e... paga di più
MODENA. Non c’è pace per i contribuenti di Hera. Succede che un virtuoso cittadino, che a proprie spese decide di installare un impianto per la produzione di energia elettrica, dopo l’avvenuta attivazione, alla prima bolletta si vede attribuire una spesa mai sostenuta. E avendo realizzato l’impianto per risparmiare sui costi dell’energia si trova, nel giro di una bolletta, “cornuto e mazziato”, passando dai 5 kWh giornalieri di consumo medio addirittura a 238. Un consumo nemmeno raggiungibile da quell’impianto a pieno regime h24 per il periodo conteggiato.
L'ERRORE E' FATTO DA HERA. L’errore a carico di Hera, insomma, sembra quindi essere evidente ed inequivocabile. Ma la vicenda dura ormai da diversi mesi, tanto che il cittadino / utente ha ritenuto doveroso segnalare all’opinione pubblica l’accaduto, e deciso di scrivere al nostro giornale dopo aver affidato la pratica ad un legale per il risarcimento dei danni patiti: «Non sono bastati infatti i reclami e le segnalazioni di fine dicembre 2014 e del febbraio scorso: mai nessuna risposta». Ma non è tutto: Hera stessa, pochi giorni prima dell’arrivo della famigerata bolletta, aveva provveduto alla sostituzione del contatore preesistente, con uno adatto per l’impianto realizzato, proprio per attivare il famigerato fotovoltaico .
Precisazione importante, perché è quella che porterà ad animare il contenzioso, che ancora dura: «Dopo il recapito della bolletta da 1009,24 euro, è giunta una risposta dal call center, ma la motivazione è stata surreale: l’operatore ha riferito che l’importo della bolletta sarebbe dovuto ad una presunta dispersione dell’impianto fotovoltaico da imputare a chi lo ha costruito e omologato.
LO SCARICABARILE DELLE RESPONSABILITA'. E qui inizia, come nel più classico dei clichè, il gioco di rimpallo delle responsabilità, tirando in ballo i tecnici – continua il malcapitato cliente di Hera – che però forniscono tutte le omologazioni e certificazioni del caso. Fallito anche questo tentativo, ricominciano le “non risposte” di Hera che portano addirittura all’ultimo sollecito, del 13 maggio scorso, di pagamento di quella bolletta contestata per morosità, sotto minaccia di distacco dell’utenza. L’utente, pertanto, perfettamente in regola, si è trovato costretto a pagare per un errore non suo, ancora inspiegato, e confidare in un successivo rimborso (Hera riferisce evasivamente che si prenderà i tempi necessari per la risposta, precisando tuttavia che nel momento in viene richiesto un “parere tecnico” rimangono sospesi i termini di risposta previsti dall'Autorità Garante?)».
Una procedura di ordinaria amministrazione che è diventata una storia di ordinaria follia. E in quasi un anno nessuno ha ancora risposto a chi ha investito propri fondi per produrre autonomamente energia pulita e così, oltretutto, risparmiare… Parola, quest’ultima, che nel caso specifico ad Hera sembra non essere piaciuta.
Davide Berti
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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