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Tagliole, strada chiusa per frana

Tagliole, strada chiusa per frana

Di nuovo emergenza nella frazione, non basta il tunnel paramassi

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PIEVEPELAGO. È di nuovo emergenza a Pievepelago sulla strada che conduce alle Tagliole e quindi al Lago Santo. Da lunedì la tormentatissima arteria comunale è di nuovo chiusa al traffico per un ennesimo cedimento del versante di monte.

Non è bastato il tunnel paramassi ultimato l'anno scorso grazie a uno stanziamento di 200mila euro della Regione (il secondo, visto che ce n'era già uno risalente agli anni '80), né la rete di sostegno applicata in gran parte della fiancata: le abbondanti piogge di sabato e domenica hanno fatto cadere da uno dei pochi punti non coperti da rete un masso di proporzioni enormi che ha praticamente saltato la sede stradale colpendo solo la parte alta della barriera di protezione, schiacciandola come fosse stata di cartapesta, poi ha continuato lungo la discesa finendo nel torrente Scoltenna.

Nessuna macchina di passaggio in quel momento, altrimenti sarebbe stata ben altra pagina di cronaca, e nessuno ferito. Solo un po' di alberi abbattuti lungo il tragitto e un palo della linea telefonica inclinato. Ma il versante ha continuato a muoversi.

Di qui è dienuta necessaria l'ordinanza con cui il sindaco Corrado Ferroni ha disposto la chiusura al traffico in tutto il tratto da Casa Galassini al bivio per Casa Micheletto. Ieri è stata la volta del sopralluogo dei tecnici regionali del Servizio Tecnico di Bacino: «Verrà probabilmente disposta l'estensione della rete paramassi – spiega Ferroni – ma nel frattempo la strada deve rimanere chiusa».

Il disagio è notevole per residenti e operatori (quattro rifugi, un albergo, una ditta alimentare più il punto visita del Parco), perché l'unica alternativa è passare per Rotari, con molti chilometri in più. Ma alle Tagliole ormai sono abituati a queste situazioni: «È una strada soggetta alle crisi – sottolinea la signora Flavia Landi mentre fa alcuni lavori in garage – capita con le piogge o con il disgelo. C'è gente che ci chiede perché continuiamo a vivere qui, sapendo dei disagi. Anche a me hanno detto di andare a Pievepelago, ma non ci penso neanche: non lascerei mai questo posto».

Daniele Montanari

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