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Canalchiaro, la zona rossa che divide i modenesi

di Marcello Radighieri
Canalchiaro, la zona rossa che divide i modenesi

Pareri contrapposti tra residenti e negozianti sui disagi legati alla storica visita Chi non tollera la minima rinuncia e chi invita a guardare al ritorno di immagine

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“Chiuso, si riapre venerdì mattina”. È scritto su una serranda in via Canalchiaro, a pochi passi dalla “zona rossa” creata attorno alla Francescana, abbassata a causa della visita di Renzi e Hollande. E sarà che è giovedì pomeriggio – che per tanti negozianti significa chiusura infrasettimanale – ma è in buona compagnia. Qualcuno, tra i commercianti, si lamenta. Pesa soprattutto «il mancato preavviso», spiega ad esempio Cinzia Neri, che ha un locale in Largo San Giacomo. E pesano anche i temporanei divieti di sosta e la chiusura di alcune strade, che avrebbero disincentivato notevolmente l’afflusso. «Guardi fuori, è un deserto». Altri, però, tendono a minimizzare il disagio. Dal punto di vista dell’afflusso, commenta in questo senso Daniela, barista al Chiaro Café, «è un normale giovedì pomeriggio». Anche perché il divieto di sosta penalizza soprattutto residenti e lavoratori, che comunque sono obbligati a venire. E poi, aggiunge qualcun altro, «un po’ di disagio si sopporta volentieri per eventi come questo». Di fatto, comunque, il triangolo del centro compreso tra Rua Pioppa, Canal Chiaro e via Ruggera per buona parte del pomeriggio rimane deserto. Agenti esclusi, d’intende. Tra polizia e carabinieri si parla di circa 160 unità mobilitate, cui andrebbero aggiunto l’organico della municipale e degli apparati speciali delle rispettive delegazioni. Per diverse ore è un continuo via vai di tiratori scelti, agenti della digos, blindati e unità cinofile. L’apparato di sicurezza ha rivoltato la zona come un calzino. Ha iniziato a muoversi mercoledì mattina, quando sono comparsi i primi divieti di sosta lungo tutta via Canal Chiaro e nel tratto finale di Rua Muro. Poi è stata la volta dei cestini e dei tombini, temporaneamente sigillati come da prassi. Infine, verso le 17 di ieri pomeriggio, è scattata la “zona rossa”: transenne e agenti ad impedire l’accesso a via Stella, via delle Rose e Rua Freda. Entrano solo i residenti, che comunque vengono scortati fin sotto il portone di casa. La bonifica della zona, visionata anche da funzionari francesi, termina un paio d’ore dopo, quando anche i tiratori hanno già preso posizione. A questo punto l’area è sicura e, nel frattempo, è stata anche abbellita. In mattinata i tecnici dell’Hera hanno sostituito le lampade esterne con moderni lampioncini, contenenti lampade led a 75 watt. Ne hanno aggiunta una anche in via delle Rose, per evitare che all’arrivo Hollande si trovasse in un angolo buio. Nel pomeriggio le stradine sono state pulite, e sui balconi sono apparse le prime bandiere italiane. Lo stesso Bottura, notate alcune bandierine dell’Italia, della Francia e dell’Unione Europea, ha pensato di cercarne un quantitativo maggiore per decorare le vie limitrofe. Ma ha trovato i negozi chiusi. Era giovedì anche per lui.

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