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Costruire il Tempio, la mostra che racconta la cattedrale

Costruire il Tempio, la mostra che racconta la cattedrale

Presentata ieri nelle splendide sale del Castello la mostra “Costruire il tempio”, allestita presso i musei di Palazzo dei Pio. La mostra è aperta da oggi al 6 gennaio. A svelarla il vice sindaco e...

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Presentata ieri nelle splendide sale del Castello la mostra “Costruire il tempio”, allestita presso i musei di Palazzo dei Pio. La mostra è aperta da oggi al 6 gennaio.

A svelarla il vice sindaco e assessore alla cultura Simone Morelli, il presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi, Giuseppe Schena e la direttrice dei Musei, Manuela Rossi.

Si tratta di un connubio di diverse arti per arrivare alla multimedialità tridimensionale. La rappresentazione attraversa soprattutto le complesse vicende costruttive della Collegiata di Carpi, poi divenuta Cattedrale. In più, prevede anche un cantiere aperto in cui si potrà assistere ai lavori di restauro sulla statua della Madonna dell’Assunta, a cura dell’opificio della Pietra dura di Firenze. L’opera, patrona della Cattedrale carpigiana, ora è rinchiusa in una stanza segreta per ragioni di sicurezza.

«La mostra è costituita da cinque sezioni – afferma Manuela Rossi – e racconta come Carpi sia divenuta una sintesi costruttiva a metà strada tra i più innovativi motivi architettonici padani e quelli provenienti dai cantieri vaticani. Una centralità sorprendente dovuta al passaggio di un artista fondamentale per il Rinascimento maturo, ovvero il toscano Baldassarre Peruzzi, giunto qui per elaborare un’architettura talvolta così eterodossa da essere considerata “sconveniente” e “sconcia”».

La mostra è curata da Andrea Giordano, Manuela Rossi ed Elena Svalduz – in collaborazione con l’Università degli studi di Padova.

«Costruire il tempio segna una tappa importante nell’incontro tra opera d’arte e linguaggio digitale – aggiunge Morelli - Un incontro che in alcune circostanze risulta indispensabile, se non cruciale, per il recupero visivo di progetti e costruzioni deperite o andate perdute. È il caso del modello architettonico di Baldassarre Peruzzi pensato per il Duomo di Carpi. Elaborato soltanto come manufatto ligneo, tra l’altro andato perduto a metà del Seicento, il progetto peruzziano oggi trova nuovamente forma attraverso l’utilizzo del 3D. Inoltre, davanti al Duomo verrà posizionato un totem con cui, tramite un codice Qr, si potrà accedere alla visione in 3D dell’opera».

Schena, presidente della Fondazione Crc che ha stanziato 50mila euro dei 70mila che finanziano la mostra, sottolinea la felice «concomitanza con il Festivalfilosofia. Il tema dell’ereditare, al centro della kermesse di quest’anno, si sposa perfettamente con l’essenza di questa mostra in cui si parlare dell’ereditare dal punto di vista architettonico, ma anche oltre». (s.a.)

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