Lavorava nel cimitero... ora è diventato la sua casa
FORMIGINE. Ha lavorato per dodici anni nei cimiteri. Ora ci vive. È la storia di una donna che s’è ritrovata senza né un lavoro né una casa. Gli amici la conoscono come Mary e quando possono l’aiutano...
FORMIGINE. Ha lavorato per dodici anni nei cimiteri. Ora ci vive. È la storia di una donna che s’è ritrovata senza né un lavoro né una casa. Gli amici la conoscono come Mary e quando possono l’aiutano. La sua esistenza è cambiata. Dorme al camposanto di Corlo, si lava in quello di Formigine. «Non chiedo di avere assistenza - ha spiegato Mary - desidero riottenere il mio posto». La vicenda, ha raccontato la donna, è nata nel marzo dello scorso anno. «Avevo un contratto a tempo determinato - ha detto Mary mostrando le carte - però la mia azienda mi ha licenziato per cessazione di appalto. Sono andata dal mio datore di lavoro, ma la partita era chiusa». A nulla è valso, ha raccontato la protagonista della vicenda, fare appello al sindacato. Allora è iniziato un lungo e difficile percorso. L’assistenza sociale, una casa da salutare, una macchina che non c’è. «Pagavo 480 euro di affitto - ha ripreso Mary - ma ne percepivo 350 come assistenza sociale. Ero residente a Sassuolo, ho lasciato casa a fine luglio. Per due mesi non mi hanno nulla». A Formigine la donna ha raccontato di aver intriso parte del suo cuore. «C’è la mia vita - ha confessato Mary - non c’è un giorno in cui non riesca a non passare». Si è rivolta anche in Comune: «Mi hanno detto di rivolgermi alla Caritas di Modena. Io so bene dov’è: è vicino San Cataldo, ho anche lavorato al cimitero. Sono anche andata, poi ho visto che c’erano troppe persone e ho girato l’angolo. Il fatto è che non voglio assistenza: voglio lavorare». Per anni s’è occupata dei servizi ai cimiteri, dalla pulizia alla logistica per i funerali. Mai avrebbe però immaginato che il suo letto sarebbe diventata una panchina all’interno. Mai avrebbe pensato che i cancelli da lei chiusi prima di andare via dal lavoro sarebbe diventati le mura di casa. Una situazione temporanea, si augura, in attesa di un capitolo più felice.
Gabriele Fari na
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