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Mata, primo atto: il pubblico accorre

Mata, primo atto: il pubblico accorre

Fila per l’inaugurazione della mostra Manichino della storia Gli artisti Franco Vaccari e Paladino promuovono la mostra

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Ora bisognerà vedere a “bocce ferme”, ossia a festival filosofia concluso, ma se il buon giorno si vede dal mattino la mostra contestata il “Manichino della storia” potrebbe essere destinato a un buon successo di pubblico. Vedremo.

Quel che è certo è che ieri i modenesi e i turisti, già dalla inaugurazione del mattino, hanno fatto la fila per entrare nelle non grandi sale del Mata di viale Monte Kosica dov'è allestita la mostra di Richard Milazzo con tanti capolavori d'arte contemporanei conservati nelle collezioni modenesi.

Tra loro tanti volti noti della città, dall'imprenditore della Kerakoll Gianluca Sghedoni ai politici e intellettuali della città fino agli artisti protagonisti in mostra come Mimmo Paladino e Franco Vaccari, unico modenese tra le novanta opere qui convenute.

Al primo tutti hanno chiesto se il cavallo realizzato per l'occasione, al centro della annessa piazza delle Paltadore, resterà a Modena dopo i sei mesi della mostra: «I miei esordi – spiega Paladino – furono a Modena quasi quaranta anni fa, in una città per la quale ho lavorato per privati, ma anche molto per il pubblico pensi al rivestimento della Ghirlandina. La mostra è una sorta di wunder kammer dove le cose si sovrappongono, non va cercata la filologia. Mi chiede se il cavallo resterà qui davanti? Ne sarei onorato, non ho mai visto un luogo che meglio richiamasse le piazze di De Chirico. Sarei d'accordissimo se me lo chiedessero».

A tagliare il nastro è stato il sindaco Muzzarelli: «Abbiamo artisti di fama internazionale a Modena e da oggi (ieri, ndr.) ogni energia e bellezza sono a disposizione per noi e possono essere gustati nel silenzio e con passione».

Un altro grande artista presente, unico modenese scelto, è Franco Vaccari di cui è esposto il ciclo fotografico dell'Albergo diurno Cobianchi di Milano del 1971: «Sono molto contento di essere qui perché c'è molta gente, tanti visitatori, speriamo continui per tutti la visita di queste collezioni private. L'albergo Cobianchi ha avuto un certo successo perché essendo realizzato in data precoce ha dato il via a una serie analoga di lavori». L'architetto Tullio Zini di Modena spiega che in mostra ci sono «Artisti importanti e opere eniche, forse gli spazi più ampi avrebbero dato un maggior respiro alle opere».

Chiude l'assessore alla cultura Gianpietro Cavazza: «La mostra merita davvero di essere visitata anche perché lo spazio espositivo Mata è diventata la nuova porta del cuore culturale della nostra città». Si sa già che il prossimo appuntamento, nel 2016, sarà dedicato a Franco Fontana, per ora vediamo come va questo, costato oltre 600mila euro.

Stefano Luppi

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