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Festival Filosofia 2015

Mauro e Bauman:«Costantemente connessi ma in realtà sempre più soli»

Mauro e Bauman:«Costantemente connessi ma in realtà sempre più soli»

Amara e preoccupata analisi della società odierna da parte di Mauro e Bauman «Senza dialogo e comprensione reciproca il futuro diventerà più difficile»

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MODENA. Il futuro della democrazia, della società e la condizione del presente diviso tra la vita reale off line e quanto sempre più ci cattura, quella on line della Rete. Alla fine l'oggi diventa una torre di Babele che, proprio come racconta la Bibbia, genera conflitto perché da un popolo unico si passa a tanti popoli e tanti linguaggi differenti. Sono questi alcuni dei contenuti ieri offerti a una piazza Grande strapiena da Ezio Mauro, da 19 anni direttore del quotidiano La Repubblica e dal grande pensatore 90enne Zygmunt Bauman. Al centro del loro dibattito – chiamato “Solitari interconnessi”, introdotto dal sindaco Muzzarelli e moderato da Daniele Francesconi – c'era il libro recente firmato dai due per conto dell'editore Laterza, “Babel. Il disincanto della democrazia”.

Il loro intervento ha toccato un po' tutti i temi presenti nel volume dopo che, ha ricordato Mauro «Ho conosciuto Bauman prima dai suoi libri, poi da interviste al nostro e ad altri quotidiani e poi appunto dal libro comune che sostanzialmente dibatte di quello che Francesconi ha denominato “Presente accelerato e vertiginoso”». Ciò crea problemi e un mondo molto diverso dal passato, come ha spiegato il direttore Mauro: «Noi ci rendiamo conto dell'accelerazione e misuriamo le prospettive della nostra società che da ciò conseguono.

A ciò contribuiscono la globalizzazione e la rivoluzione tecnologica che smaterializzano tutto, fino alla politica, ossia alla smaterializzazione della società. Questo strappo, questa accelerazione, è la caratteristica del mondo che lasceremo ai nostri figli e noi nel libro diciamo che si accompagna a un senso di inquietudine a una perdita di controllo della situazione». Il direttore di Repubblica ha poi fatto un cenno all'oggi: «Le tre crisi cui dobbiamo fare fronte sono quella economica, il cosiddetto stato islamico e l'onda d'urto di profughi e migranti economici. E comprendiamo che tutto questo porta a una crisi del rapporto tra stato e cittadino visto che il potere è sempre più immateriale e dipende da flussi finanziari e informatico . In questo modo nessuno ha più a cuore la sicurezza delle persone che sono sempre più sole. Il liberismo, causa della crisi degli ultimi anni, è divenuto una superstizione e questa è solo una delle cause per cui non abbiamo una percezione buona dell'Europa».

La solitudine, e la Babele che ha spesso aleggiato nel dialogo di ieri pomeriggio, nel dibattito con Bauman sono trattate dal sociologo: «La Babel della Bibbia arriva quando il Signore non permette a un solo popolo di potere fare tutto, gli impone la costruzione della Torre che genera tanti popoli, dunque tanti conflitti perché tanti linguaggi diversi. Si interrompe insomma la comprensione reciproca e oggi è un po' lo stesso perché on line è semplice allacciare comunicazioni e rapporti, ma altrettanto lo è interromperli». Poi un accenno al drammatico presente, ai migranti che entrano da sud: «È un po' la questione dei confini – continua Bauman – dentro si può fare tutto e chi è fuori, come accade a Lampedusa, è un divers. Ha ragione Roberto Esposito quando parte della comunitas e dell'immunitas e alla fine si arriva sempre al tema dell'isolamento e della precarietà che mi fa dire che siamo soli in un territorio sconosciuto».

Tra i tanti problemi di oggi Ezio Mauro ha poi isolato in particolare il «Populismo, sistema che in Italia abbiamo conosciuto di recente e che dà illusione di partecipare perché la politica diventa evento anche se ogni uno scaccia l'altro. Tutto oggi ci rende sì liberi, ma non nel pieno delle facoltà perché liberati dal peso degli obblighi che comporta la responsabilità. Alla fine ha vinto il segno e non produciamo più una ricerca di senso». ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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