Renzi stella in Blumarine ma la città resta tiepida
Mezzora di visita del presidente del consiglio nell’azienda di Anna Molinari Rende onore al distretto tessile mentre fuori attendono un centinaio di persone
CARPI. Le sapienti mani delle donne, solitamente impegnate a trasformare in arte tessile la magia delle collezioni firmate Blumarine, per un pomeriggio non lavorano alle macchine da cucire. Anche loro, come un centinaio di carpigiani, impugnano lo smartphone per cercare di catturare un’istantanea della visita di Matteo Renzi alla sede dell’internazionale brand di moda “made in Carpi”. Il premier arriva intorno alle 18,20 scortato da un imponente, quanto discreto, servizio di sicurezza formato da poliziotti in borghese, carabinieri in divisa, agenti della municipale e guardia di finanza. Con lui c’è il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, con il quale ha appena concluso un drammatico vertice nell’alluvionata Piacenza.
Ad attenderlo al cancello di via Ferraris ci sono Anna Molinari, direttore creativo dei marchi Blumarine e Blugirl, e Gianguido Tarabini, amministratore unico del gruppo Blufin a cui si aggiungono i politici: il sindaco di Modena, Gian Carlo Muzzarelli, quello di Carpi, Alberto Bellelli, il suo predecessore Enrico Campelli, il sottosegretario in Regione, Andrea Rossi e il segretario del Pd regionale, Paolo Calvano.
Il presidente del Consiglio ha scelto una delle eccellenze di Carpi per rendere omaggio al distretto del tessile e la tappa in Blumarine - la prima della lunga giornata modenese - inizia con un incontro riservato con i vertici aziendali. Uno scambio di battute che fa da preambolo alla successiva chiacchierata con i dipendenti “per congratularsi - fa sapere l’azienda - e dimostrare il suo apprezzamento per l’artigianalità che da sempre contraddistingue l’azienda”.
L’agenda è però molto fitta per intrattenersi di più e poco prima delle 19 Renzi esce dallo stabilimento. Tutti lo aspettano sull’auto blindata, che lo ha portato alla Blumarine dopo l’atterraggio in elicottero all’aeroporto di Fossoli, ma il premier - come spesso gli capita - elude il protocollo e corre tra la gente. Qualche passo di corsa per raggiungere il marciapiede dalla parte opposta della carreggiata per abbracciare i presenti. A dire il vero non sono tantissimi quelli che hanno voluto anche soltanto partecipare ad una visita storica, ma sono comunque appassionati. Vero che qualche fischio arriva, ma sono molti di più i “tieni botta” che i carpigiani gli riservano. E allora ecco baci e abbracci, prima di rimettersi in viaggio per la seconda tappa carpigiana, la nuova piscina.
@francescodondi
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