«Vittimismo, pericolo che ognuno di noi deve saper evitare»
È possibile riconciliarsi con il passato? Il primo passo è uscire dalla posizione vittimaria. Il rapporto con il passato è per antonomasia un rapporto difficile. Lo sguardo è alla famiglia, ai valori...
È possibile riconciliarsi con il passato? Il primo passo è uscire dalla posizione vittimaria. Il rapporto con il passato è per antonomasia un rapporto difficile. Lo sguardo è alla famiglia, ai valori che ci sono stati trasmessi con amore - o imposti - per poi allargarsi agli stimoli della società. Michela Marzano ha offerto al pubblico carpigiano la sua visione filosofica del concetto di passato, parlando della tanto ostica pratica della riconciliazione. «E' possibile riconcialiarsi con il passato – ha spiegato la Marzano – ma ci vogliono la volontà e gli strumenti adatti per farlo. Se ci si pone la domanda di riconciliarsi con il passato, probabilmente una ferita esiste, è lì presente e chiede di essere cicatrizzata, con tutta probabilità attraverso le parole che non si sono ricevute nel momento in cui si poneva la domanda. Come fare, dunque, per riconcialiarsi con qualcosa che si è interrotto e con cui dobbiamo fare i conti? Occorre ripercorrere quei momenti e appoggiarsi a ciò che si è, smettere di adeguarsi alle aspettative altrui, sapendo che adeguarsi alle aspettative altrui nel presente è solo un modo per rivivere il passato quando non ci si sentiva all'altezza delle aspettative dei genitori». Il primo passo da compiere, dunque, è metabolizzare il passato e procedere con una distinzione di primaria importanza. «Occorre distinguere – ha spiegato la Marzano – tra ciò che ci viene trasmesso con amore, ovvero con il riconoscimento di ciò che siamo veramente, e ciò che ci è stato imposto. Quello che ci viene imposto non è una vera trasmissione di valori, è invece prendere uno schema e pensare di adeguarsi a quello per avere diritto di vivere». Il primo habitat sociale in cui questo avviene è ovviamente quello familiare, ma non ci si ferma, poi il tempo passa e si rischia di rimanere imprigionati nel passato. «Questo rischio esiste – ha aggiunto la Marzano – se si “preferisce” la posizione vittimaria. Se si passa il tempo a colpevolizzare gli altri per ciò che non si è avuto, non ci si rende conto che siamo noi stessi artefici della nostra sofferenza nel presente. Occorre dunque superare il rancore, ripercorrere ciò che ci è mancato sapendo che nulla potrà darcelo. Ma non importa perché si tratterà di darsi da soli ciò che un tempo non ci fu dato e se ci fu imposto smettere di imporselo».
Felicia Buonomo
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