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Cavazza: «A scuola tariffe più eque Novità per iscriversi»

Cavazza: «A scuola tariffe più eque Novità per iscriversi»

L’assessore spiega cosa cambierà: «Riorganizzazione entro un anno per garantire continuità didattica»

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Cambia la società e cambiano i bisogni delle famiglie. Il sistema Modena che sulla scuola ha tradizionalmente percorso strade innovative, non intende restare indietro, sebbene tra le mille difficoltà date dal cambiamento dei tempi.

Il vicesindaco di Modena, assessore a Scuola e Cultura Gianpietro Cavazza, ha presentato in Consiglio comunale un Piano con cui intende «partire dai tanti elementi di qualità, dalla ricchezza e dalla pluralità della scuola modenese, per costruire un modello scolastico in grado di dare risposte ai cambiamenti demografici, sociali, economici e culturali in atto».

Qual è il suo primo obiettivo?

«L’obiettivo è un sistema scolastico inclusivo che garantisca il diritto allo studio e le pari opportunità di successo formativo e di istruzione permanente; una scuola partecipata e aperta al contributo delle famiglie, delle istituzioni e del territorio, in un'ottica di reciprocità in cui la comunità intera è responsabile del processo educativo, pur nel rispetto delle autonomie scolastiche».

Si parla da tempo di una deguamento tariffario ai servizi scolastici.

«Non stiamo pensando ad aumenti, ma ai necessarie adeguamenti al nuovo Isee. Perché una scuola accogliente applica tariffe eque e sostenibili evitando di fare parti uguali tra coloro che dal punto di vista economico uguali non sono. In relazione alle nuove modalità di calcolo dell'Isee le tariffe saranno quindi adeguate attraverso un percorso che prevede la raccolta e l'analisi delle attestazioni Isee con nuovi valori; la predisposizione di una proposta di revisione dei criteri sui servizi 0-6 anni da presentare alle parti sociali e, infine, l'applicazione del nuovo sistema tariffario».

Ci saranno novità per il regolamento di iscrizione alle scuole primarie e secondarie?

«Oggi i criteri che regolano le iscrizioni alle scuole primarie e secondarie cambiano da scuola a scuola. Non è raro che l’avere un fratello maggiore già frequentante sia considerato in una scuola un criterio di precedenza e in un’altra no. Forti dell'esperienza del Centro unico di iscrizione valido per tutte le scuole d'infanzia della città (comunali, statali, convenzionate, Fism e Cresciamo), stiamo pertanto concludendo un accordo con i dirigenti scolastici per definire in modo omogeneo sul territorio cittadino i criteri nelle ammissioni, l’accordo andrà poi approvato da ciascun consiglio di istituto».

Uno dei punti del suo programma tocca anche la lotta allo spreco alimentare: come vi state muovendo?

«Migliaia di bambini di tutte le età pranzano a scuola, sulle tavole delle mense arrivano ogni giorno circa novemila mila pasti. In nidi e scuole d'infanzia di Modena sono già state introdotte alcune misure (come la prenotazione dei pasti quotidiana e l'analisi delle grammature) per prevenire le eccedenze, ma non ci fermeremo qui. Una ricerca compiuta lo scorso anno scolastico in una decina tra nidi, scuole d'infanzia e primarie conferma che gli sprechi alimentari possono essere ulteriormente ridotti. Nel corso di quest'anno scolastico saranno valutati altri interventi realizzabili e estese alcune buone pratiche già adottate da talune scuole come la “good food bag” che consente di portare a casa per esempio il pane o la frutta».

C’è molta attesa per la riorganizzazione della rete scolastica di cui si sente parlare già da tempo: quando la vedremo realizzata?

«È uno cardini della scuola appropriata. Attualmente il sistema scolastico modenese è composto da sei direzioni didattiche, tre istituzioni di scuole secondarie di 1° grado, tre istituti comprensivi. La completa riorganizzazione in Istituti comprensivi, istituzioni autonome che vedranno al loro interno uno o più scuole d'infanzia, primarie e secondarie di primo grado, è funzionale a garantire la massima continuità didattica e una migliore razionalizzazione organizzativa. Stiamo da tempo lavorando, con il coinvolgimento delle famiglie e dei docenti, alla proposta per il passaggio completo al sistema dei comprensivi, che in autunno sarà prima presentata alla Conferenza di Servizi, poi sottoposta al parere dei consigli di istituto e quindi al consiglio comunale. L'obiettivo è arrivare alla completa riorganizzazione entro il prossimo anno scolastico». (d.b.)

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