Gazzetta di Modena

Modena

Festival Filosofia 2015

Festival Filosofia di Modena: ereditando un futuro

di Enrico Grazioli
Piazza Grande gremita per il Festival Filosofia 2015
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Piazza Grande gremita per il Festival Filosofia 2015

Come può l’eccezionalità di un giorno, di un fine settimana, tradursi in quotidianità, lasciare un seme che cresca nella consapevolezza, nella fiducia, nell’impegno di una comunità?

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MODENA. Come può l’eccezionalità di un giorno, di un fine settimana, tradursi in quotidianità, lasciare un seme che cresca nella consapevolezza, nella fiducia, nell’impegno di una comunità, di un territorio?

Modena, capace insieme a Carpi e a Sassuolo di radunare un folla sempre sorprendente e diversa di persone accomunate dal bisogno di sapere, riflettere, confrontarsi, stupirsi; Modena capace di prepararsi in tre giorni a un incontro internazionale come quello tra Hollande e Renzi, mostrando le proprie bellezze ed eccellenze a far da giusto contorno (non solo in tavola) a una presa di coraggio di Italia e Francia sul tema dei migranti, importante anche se siamo ancora solo alle parole per ridare una speranza all’Europa.

Normale, è sembrato che tutto questo avvenisse a Modena e che tutto sia andato così bene: ottimo spot per la città, ma non solo; segno che c’è sostanza e non solo forma, ed è un buon segno. Come normale sembra in questi giorni il flusso di interessati alla filosofia che anima le vie e le piazze. E l’eccezione diventa norma quando si sa ereditare, proprio il verbo scelto dal Festival quest’anno. Quando non si confina il passato nell’oblio, ma si attraversa un presente che sembra spesso deserto per immaginare, costruire un ponte: fra le generazioni e verso il futuro, come ci stanno insegnando i pensatori nostri ospiti in questi giorni. Modena ha ereditato dal suo ieri di successi bellezza, conoscenza e capacità di osare, di intraprendere, di fare, realizzando benessere per condividerlo, oggi in misura ancora discreta, un tempo forse buona. Ed è al crocevia tra presente e futuro.

Tra il fare tesoro delle risorse consegnatele, mettendole in circolo per suscitare nuovo valore, nuovi valori, oppure vivere alla giornata: scialando nell’ignavia questo deposito infruttifero, al massimo capace di dare una rendita di sopravvivenza, comunque destinato all’esaurimento. Non c’è bisogno di un premier in visita o di un Festival ogni mese, serve essere ogni giorno la Modena vista, vissuta, pensata e realizzata in questi giorni: capace di guardare avanti, vedendo sé stessa.

@engraz

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