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Il 9 ottobre primo sciopero per la riforma

Il 9 ottobre primo sciopero per la riforma

La Rete degli Studenti già organizzata insieme a docenti, sindacati e genitori. Si replica il 17 novembre

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Un fronte compatto contro la “buona scuola”. La Rete degli Studenti ha trovato un appoggio trasversale contro la legge 107. Le iniziative saranno sostenute da docenti e sindacati unitari, genitori ed ex consiglieri comunali. Ampia l’adesione dall’Anpi alla Cgil, dall’Arci a Libera. L’assemblea di giovedì sera alle Officine Windsor Park s’è chiusa con due linee guida: proteste e proposte. C’è un calendario delle iniziative in piazza e davanti alle scuole. A Modena le date saranno venerdì 9 ottobre e martedì 17 novembre, giornata internazionale dello studente. L’idea per la prima è un corteo con assemblee a tappe e chiusura in un luogo simbolo come Piazza Grande il 10 ottobre scorso.

Sabato 24 ottobre è in cantiere una mobilitazione unitaria a Bologna. Due le parole chiave: consapevolezza e partecipazione. Giovani e adulti non condividono tanti punti del testo. Come i dirigenti scolastici «capi d’azienda», che elaborano criteri per i piani dell’offerta formativa triennale e hanno più potere sugli insegnanti, dalla chiamata diretta ai bonus in denaro. «Vogliamo difendere la libertà d’insegnamento - ha garantito William Garagnani, vicepresidente provinciale dell’Associazione nazionale partigiani d’Italia - già Mussolini impose la valutazione dei docenti». «Parlare di debiti e crediti a scuola è proprio di una logica aziendalistica - ha aggiunto Gerardo Bisaccia, rappresentante dell’Arci - non ci fermeremo alla mobilitazione». In piazza scenderanno anche molti di loro. «La vostra battaglia è la nostra - ha sintetizzato Mara Mellace, docente e componente della segretaria provinciale del sindacato Flc Cgil scuola - dobbiamo organizzare la resistenza, pensando a tutte le vie legali per contrastare l’applicazione della buona “scuola”. Una strada è la Corte costituzionale: non pensiamo che la chiamata diretta dei docenti o i comitati di valutazione rispettino la Costituzione. I bidelli non possono essere sostituiti per sette giorni. Senza di loro le scuole non aprono e sta già accadendo». Camilla Scarpa, coordinatrice modenese della Rete degli Studenti medi, ha illustrato che nella legge 107 ci sono «lacune come dispersione scolastica, analfabetismo e discriminazione». «Perché non possiamo formulare i criteri per la valutazione degli insegnanti?», ha domandato una docente, rappresentante di Libera. «Ne stiamo proponendo possibili al nostro interno», ha risposto Elena Turchi, portavoce modenese della Rete degli Studenti. «Proporremo che i bonus siano messi nella contrattazione integrativa - ha detto un Rsu del San Carlo - secondo le necessità. I nostri contratti sono fermi da sette anni». «C’è una legge d’iniziativa popolare - ha concluso Turchi - molti di noi non possono partecipare perché non maggiorenni, ma possiamo costruire momenti per discutere e rimodulare le nostre proposte».

Gabriele Farina

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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