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La globalizzazione dell’indifferenza

di Francesca Testi
La globalizzazione dell’indifferenza

Bauman: «Assuefatti alle immagini di sofferenze, abbiamo perso il senso di responsabilità dell’altro»

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È una delle voci più ascoltate sul tema della globalizzazione, ideatore del concetto di modernità liquida attorno alla quale ha coniato quello di società liquida come di una collettività che ha perso stabilità e punti di riferimento, ieri Zygmunt Bauman è tornato al Festival per parlare di Educazione Globale. Partendo dalla figura biblica della Torre di Babele, Bauman ha spiegato «Le persone non sono state in grado di parlarsi l'un l'altro, quindi hanno iniziato a farsi la guerra».

«Dopo il dramma della Riforma, l'Europa è stata distrutta da guerre civili, un bilancio terribile in termini di vite umane. Gli accordi che sono seguiti hanno stabilito che chi comanda può decidere che lingua parlare e quindi quali costumi adottare».

Da quel momento in poi la storia dell'Europa è la storia di Stati separati, perché per vivere in pace abbiamo scelto di separarci «Secondo noi europei civilizzarsi significava separarsi, questo è il nostro patrimonio ereditario». In realtà ha suggerito Bauman «Le differenze tra le persone sono ricercate semplicemente per giustificare il confine». Che cos'è un confine? «Se da una parte ci ricorda un muro, e dunque l'idea di qualcosa di invalicabile che divide i popoli, dall'altra parte suggerisce l'idea di un luogo al di là del quale è possibile incontrarsi. - ha aggiunto Bauman- Attraversare un confine significa dialogare oppure farsi la guerra».

«Oggi stiamo ancora ragionando con questa idea di confine, non ci sono le capacità di creare una politica europea comune per affrontare il problema- ha analizzato- Non abbiamo un pensiero cosmopolita tuttavia viviamo in una situazione cosmopolita. Davanti alla Tragedia di Lampedusa (3 ottobre 2013,ndr) ci siamo svegliati, abbiamo vissuto uno shock morale, ci siamo resi conto che eravamo davanti a esseri umani che avevano sete e fame».

Non è durata a lungo perché «L'Unione Europea, si sta chiudendo rispetto agli altri paesi, e ciò sta creando morte lungo i confini, così la linea di confine diventa una linea di morte». Si tratta di una crisi epocale, ha suggerito Bauman, che rischierebbe di scivolare nell'ennesima divisione pertanto «Alla situazione di crisi deve essere accostata una situazione cosmopolita». «La vera piaga della società contemporanea è l'incertezza, oggi rappresentata dai profughi. Queste persone sono la rappresentazione fisica della nostra insicurezza, della nostra infelicità che è dovuta alla globalizzazione».

Le nuove tecnologie hanno trovato una soluzione al problema: ci mettono in quello che il filosofo ha definito una comfort zone, ovvero un luogo in cui tutti siamo d'accordo. Se qualcuno non la pensa come noi, possiamo semplicemente cancellarlo con un click. «Le immagini ci hanno assuefatto alla sofferenza degli altri, così abbiamo perso il senso di responsabilità dell'altro, vivendo in una bolla che dall'altro ci separa. Viviamo nell'epoca della globalizzazione dell'indifferenza». Che fare?

«E' solo attraverso la fusione degli orizzonti, di cui parla Gadamer, che si passa dalla diversità all'unità». Quanto al futuro dell'Europa «Questa tragedia umana ci farà capire cosa fare, dobbiamo ritrovare una solidarietà dell'umanità, dobbiamo rimuovere dal nostro cuore questa crudeltà».

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