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Piano aria, Montanini (Cambiamodena): «Diesel Euro 3 fermi e senza alternative»

Antonio Montanini si fa portavoce delle molte proteste dei cittadini dopo l'annuncio dell'imminente blocco della circolazione per i veicoli Euro 3. Secondo l'esponente di CambiAMOdena, si tratta di...

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Antonio Montanini si fa portavoce delle molte proteste dei cittadini dopo l'annuncio dell'imminente blocco della circolazione per i veicoli Euro 3. Secondo l'esponente di CambiAMOdena, si tratta di «un provvedimento ingiusto, iniquo oltre che del tutto inutile».

«Siamo consapevoli - dichiara Montanini - che gli enormi problemi del pianeta cominciano a trovare soluzione anche a partire dal livello locale. Così come siamo tutti a favore di una mobilità ecosostenibile. Ma sappiamo anche che finché al cittadino non verranno fornite reali alternative all'auto privata - semplici, economiche e funzionali - la mobilità sostenibile non prenderà mai veramente piede. Ecco perché siamo contro il provvedimento che si appresta ad adottare il comune di Modena a partire da ottobre vietando la circolazione per tutta la settimana ai veicoli euro 3». Secondo Montanini quindi, ci troviamo di fronte a «un provvedimento ingiusto che creerà solo enormi difficoltà ai quasi 22 mila proprietari modenesi di quel tipo di veicoli, senza contare i 70 mila in tutta la provincia, a meno che non si pensi che queste migliaia di persone utilizzino l'automobile giusto il sabato pomeriggio per la passeggiata in centro».

Un provvedimento inutile, perché rispetto al Pair (Piano Aria Regionale Integrato) che dovrebbe entrare a regime nel 2020, nulla è stato attuato né deciso in via definitiva nel resto della Provincia e in Regione. Dunque la scelta di "giocare in anticipo" da parte dell'Amministrazione Muzzarelli risulterà di una inutilità al cubo in un ecosistema complesso come quello della pianura padana».

«In definitiva - conclude Montanini - il problema del traffico viene affrontato dal sindaco Muzzarelli e dalla sua Amministrazione con la solita improvvisazione. Meglio sarebbe porsi il problema di offrire valide alternative nel trasporto pubblico, oggi penosamente inutile e sottutilizzato a causa della cervellotica e inefficiente rete urbana, che i cittadini modenesi rifiutano giustamente di usare e che costano a tutti molto».

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