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Il Pd salva Calderoli Il senatore Vaccari: ho eseguito gli ordini

Il Pd salva Calderoli Il senatore Vaccari: ho eseguito gli ordini

Anche lui ha votato contro la richiesta di processare per razzismo il leghista che aveva definito orango la Kyenge

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Il voto che ha salvato il leghista Roberto Calderoli e fatto infuriare la democratica Cecile Kyenge porta la "firma" anche del senatore modenese Stefano Vaccari. Il parlanebtare del Pd, infatti, ha votato contro la richiesta di processare Calderoli per istigazione all'odio razziale. La frase che paragonava la deputata Kyenge a un orango sarà oggetto di un processo, ma solo per diffamazione: il leghista non dovrà rispondere dell'accusa più grave, istigazione all'odio razziale.

E Vaccari? Parla di "pasticcio", spiega di aver eseguito gli ordini, anche senza condividerli e ammette di aver fatto una scelta senza considerare le possibili conseguenze. Cioè, salvare un leghista noto per le sue intemperanze verbali a sfondo razzista, e aver ignorato che vittima di quell'insulto era una sua collega di partito e concittadina.

Una situazione a dir poco imbarazzante, che a Modena, come nelle altre sezioni Pd d'Italia, ha sorpreso e indignato: perché a votare il "salvataggio" di Calderoli è stato quasi tutto il gruppo del Partito Democratico.

«La responsabilità di far parte di un gruppo parlamentare - afferma Vaccari nella sua autodifesa, affidata a un comunicato stampa della Federazione Pd di Modena - comporta pure quella di seguire le indicazioni di voto anche quando queste non sono condivise. E' successo, purtroppo, altre volte e, forse, succederà ancora, ma è anche a questo che siamo tenuti, a una forma di disciplina interna su cui il partito deve poter fare affidamento. E infatti la pressoché totalità del Gruppo Pd al Senato, per responsabilità verso lo stesso, ha votato in modo conforme alle indicazioni che ci erano state date poco prima».

Lo "schiaffo" alla Kyenge e la "carezza" a Calderoli da parte del senatore Pd non poteva passare inosservato. Tanto più che l'altra senatrice del Pd modenese Maria Cecilia Guerra anziché eseguire "gli ordini di scuderia", ha votato sì alla richiesta di processare Calderoli per razzismo creando una differenza di comportamento che aggiunge imbarazzo a imbarazzo.

«Io penso, e così ho scritto insieme alla collega Maria Cecilia Guerra - scrive Vaccari - che quel voto sia stato pasticciato, perché non c'è stato modo di discuterne prima e soprattutto di valutarne appieno le conseguenze politiche. Quando abbiamo scritto il comunicato congiunto eravamo consapevoli che il nostro voto era stato difforme, ma anche che il nostro pensiero era invece uguale. Siamo al fianco della collega parlamentare europea e amica Cécile Kyenge».

Ma nel Pd modenese si fa fatica a comprendere un simile comportamento. Così Stefano Vaccari ricorda ai compagni di partito di aver sempre condannaato le offese di Calderoli alla Kyenge: «Comprendo lo sconforto e il disagio di tanti nostri iscritti ed elettori che è anche il mio a fronte di quel voto. Ricordo bene quei fatti del luglio del 2013, perché presi per la prima volta la parola nell'Aula del Senato per stigmatizzare e condannare parole e comportamenti del senatore Calderoli. Sono parole e comportamenti che continuo a stigmatizzare e condannare».

L'unico che se la ride è il leghista Roberto Calderoli, che evita il processo più “pericoloso” e si prepara ad affrontare soltanto quello per diffamazione. Nel Pd, invece, musi lunghi.

Dopo la rabbia della Kyenge, ex ministro ed europarlamentare, è tutto un "mea culpa" e un fiorire di solidarietà alla vittima degli insulti, affidate a comunicati e tweet.

La linea ufficiale del partito ora è: Cecile, scusaci. «La reazione di Cecile è comprensibile e se si è sentita tradita dal Pd io penso che si possa chiederle scusa. E io lo faccio», ha detto il presidente del Pd, Matteo Orfini. Che ha aggiunto: «Uno scambio con Calderoli? Questa è una sciocchezza e comunque non mi sembra affatto ammorbidito». Il riferimento è alla riforma del Senato e agli emendamenti presentati dalla Lega Nord e che potrebbero essere ritirati.

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