«L’arco del Ducale soltanto uno spreco di denaro pubblico»
È tornata d'attualità la polemica riguardante il grande arco che l'amministrazione Caselli (con Luca Cuoghi che all’epoca ricopriva il ruolo di assessore alla cultura), acquistò ed installò (rimase...
È tornata d'attualità la polemica riguardante il grande arco che l'amministrazione Caselli (con Luca Cuoghi che all’epoca ricopriva il ruolo di assessore alla cultura), acquistò ed installò (rimase installato per poco tempo) all'ingresso di via Rocca. Primo punto: il famoso portale, o catafalco per i detrattori, non è sparito, ma è nel magazzino comunale di largo Collodi, diligentemente impilato con tutti i suoi tralicci metallici. Secondo punto, è ancora lì dove è stato appoggiato nel 2009, dopo un solo utilizzo e 21mila euro spesi (questa la cifra, iva inclusa, che alla fine è risultata esatta). Un'interrogazione in consiglio comunale ha fatto chiarezza sull'utilizzo e sul destino del portale in tralicci metallici utilizzato nel 2009 per presentare la mostra della Galleria Estense a Palazzo Ducale. Posto all'ingresso di via Rocca, alto circa cinque metri e con due giganteschi basamenti di cemento, doveva essere utilizzato ancora vista la modularità dei suoi elementi che consentivano montaggi diversi. Ma, come ha confermato l'assessore alla cultura Giulia Pigoni nella risposta, non è mai più stato usato e anche se non mostra segni di danneggiamento nei 6 anni in cui è rimasto in magazzino, di certo non ha ricevuto neanche manutenzione. Non sembra fra l'altro che il suo ritrovamento abbia fatto venire a qualcuno la voglia di riutilizzarlo. Per questo alla fine l'interrogante, il consigliere del Pd Gino Venturelli, ha espresso insoddisfazione, evidenziando «l'ennesimo spreco di denaro pubblico nell'acquisto di strutture che non vengono più riutilizzate perchè su di essere non esiste nessun tipo di programmazione. C'è questo portale, ma nella stessa categoria, ben più importante, rientra anche il Politeama».
Gabriele Bassanetti
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