Bersani a Modena: «Mai bidonato una festa Pd»
A Ponte Alto l’abbraccio della folla all’ex segretario e un monito: «Te e Renzi fate a modo»
MODENA. «Smettetela di litigare». È l’appello ricevuto ieri da Pierluigi Bersani alla Festa del Pd. I due soggetti in questione sono l’ex ministro e Matteo Renzi.
Il premier, nel frattempo, dirigeva i lavori sulla riforma del Senato. «Mi pare che Renzi abbia fatto un’apertura significativa - ha commentato Bersani - se gli elettori decidono e i consigli regionali ratificano sono d’accordo. È la sostanza di quello che abbiamo sempre chiesto».
L’ex presidente della Regione ha spiegato che l’assenza al tavolo non era una diserzione. «Non ho mai fatto in vita mia un bidone a una Festa dell’Unità - ha ripreso Bersani - ho letto che ho disertato la direzione. No, ho mantenuto l'impegno con la grande Festa di Modena».
Frase ripetuta alle 21.08 al Pala Conad, ottenendo il primo di tanti applausi da circa quattrocento persone. Bersani, come altre volte, ha riscontrato successo con qualche critica. «Non mi piace - ha detto Filomena - mi sta antipatico come Renzi ultimamente: fa troppe promesse per nulla». L’indipendenza di pensiero, rivendicata da Bersani, è finita sotto la lente. «Deve smettere di andare contro Renzi - ha ammonito Ercole - si deve adeguare alla linea del Pd, come fece Renzi prima di lui».
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La decisione di partecipare alla Festa è stata però apprezzata anche da chi non segue la politica. «Modena è più importante di Roma», ha ripreso Lorenza. L’ex segretario del Pd è arrivato alle 19.30. Qualche dichiarazione alla stampa, poi il tour tra le cucine. La prima tappa all’Osteria dei due Ducati, come fatto da Renzi e dal presidente della Repubblica transalpina François Hollande. «Guarda chi c’è!», ha esclamato un signore al tavolo. «Non vedevamo l’ora che arrivasse», ha aggiunto una volontaria. È partito un battimani e qualcuno ha detto ad alta voce «Viva il segretario».
Scena simile a Villa Staggia. Bersani ha stretto mani, concesso abbracci e foto ricordo, regalato carezze a bambini in culla e nelle braccia dei genitori. «Ora come facciamo?», ha chiesto un cliente al ristorante Tradizionale. «Diamoci una mossa», ha esortato un altro. «Che piacere rivederti!», gli ha detto una volontaria della Seppia Rapita andandogli incontro. «Smettetela di litigare», ha aggiunto un cliente. «Re-si-ste-re», ha scandito un uomo. C’era anche qualche malcontento: «Perché applaudirlo e non criticarlo?», ha chiesto un signore. Una giovane cuoca lo ha seguito a distanza. Aveva il cellulare in mano e desiderava scattare una foto. «Ce l’ho fatta», ha confidato prima che l’ospite lasciasse la cucina. Bersani ha stretto centinaia di mani in vari locali. «Non sei come l’altro», ha confidato un uomo. L’altro è il premier. In una cucina ha incontrato il sindaco di Bastiglia, Francesca Silvestri. «Sei il mio uomo», gli ha detto una signora con i capelli bianchi. «Fate a modo», ha ripreso un uomo parlando di politica. «Avremo un bambino e non lo chiameremo Matteo», ha spiegato un cuoco. Al Pala Conad l’ex ministro ha esortato il partito a «non fare i bambini, ma trovare un accordo senza bisogno di Verdini». Il pubblico ha applaudito con vigore, come per le battute in dialetto. Non sono mancate le stoccate per Renzi. «Se semini concetti di destra raccoglierà la destra - ha concluso l’ex segretario - è ora di tirar su le bandiere del centrosinistra».
Gabriele Farina
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