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Borsari: «Daremo più spazio ai classici»

Borsari: «Daremo più spazio ai classici»

«La scelta del tema via social network? Idea simpatica ma non percorribile per l’organizzazione»

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«La scelta del tema via social ? Purtroppo non si può fare, mentre aumentare le sedie soprattutto in piazza Grande piacerebbe anche a me. Cercheremo invece di proporre più lezioni dei classici, visto che interessano tanti oltre agli studenti. Quest'anno comunque è andata benissimo, senza alcun problema: sabato pomeriggio tra Modena, Carpi e Sassuolo avevamo in giro 23mila persone. Centri storici pieni, bellissimi». Michelina Borsari, curatrice del festival, a 24 ore dalla chiusura dell'edizione numero 15 del festival filosofia è stanca, ma non si sottrae al bilancio e risponde alle richieste del pubblico.

Com'è andata?

«I dati di alberghi e ristoranti ancora non sono arrivati, mentre i nostri numeri sulle piazze sono in forte crescita e i risultati sono più omogenei con aumenti per Carpi e Sassuolo. La pioggia di domenica non ha portato grossi danni e a trarne vantaggio sono state le visite alle mostre».

Ha qualche numero?

«A Modena avevamo proposto luoghi nuovi: San Paolo ad esempio e le mostre qui dedicate a Zinelli, alla scuola e agli imprenditori sono arrivate a 6mila presenze. Palazzo dei Musei in crescita con 5500 presenze e 10mila il Santa Margherita. Alla Manifattura e al vicino San Filippo Neri in tutto si sono superate le 6mila. Per Arrigo Sacchi a Sassuolo erano in 800, al Palazzo Ducale le presenze sono state 5mila e filosofi di grido come Cacciari ne ha raccolte 8mila».

Festival che vince non si cambia?

«Esatto, però aumenteremo ancora di più la qualità che è quella che paga perché il nostro è un pubblico molto attento. Oltre ai nomi storici accetta anche le novità: è piaciuto molto Simone Verde, soprattutto sotto i 40 anni».

Il pubblico chiede di poter scegliere la parola via social? «Purtroppo non si può fare, perché occorre essere certi che la parola che scegliamo abbia una pubblicistica altrimenti non riusciremmo a mettere insieme 50 lezioni magistrali. Certo piacerebbe anche a me coinvolgere il pubblico, ma alcune parole hanno dovuto anche aspettare anni visto non c'erano saggi».

La gente chiede di aumentare le sedie nelle piazze.

«Altro tema complicato, il problema è a Modena perché a Carpi e Sassuolo siamo già andati in piazze maggiori. Non possiamo, in piazza Grande, spostare il palco sul lato a fianco del duomo perché i nostri palchi restano fissi tre giorni. Giustamente ci sono le attività religiose, ma certo abbiamo messo megaschermi in piazza XX con 700 persone in più e altre 400 in S. Carlo. Andiamo meglio».

E le lezioni sui classici?

«Sono d'accordo, lì il pubblico cresce, pensi che per Heiddeger c'era più pubblico che per Platone».

Infine il dibattito finale: si può allungare il tempo delle domande?

«Facciamo 45 minuti di lezione e 30 di dibattito, non mi pare male: spesso le domande sono motivate come mi diceva domenica Federico Rampini».

Stefano Luppi

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