Modena: Corso Duomo, la farsa pedonale
Residenti e commercianti di corso Duomo a Modena: «Divieto alle auto ignorato. Qui gira di tutto». Il Comune: «Multe in arrivo»
MODENA. La "rivoluzione" che forse si farà, ma ancora non c'è. La semi-pedonalizzazione di corso Duomo, voluta dal Comune soprattutto per salvaguardare il sito Unesco di piazza Grande, di certo ancora non è partita. Il traffico in zona è infatti ancora piuttosto elevato. Basta stare, come abbiamo fatto ieri, qualche tempo davanti alla cattedrale per notare che, a ordinanza comunale operativa, la situazione sia in "divenire" visto che continuano a passare innumerevoli automobili costrette a schivare i tanti pedoni e ciclisti presenti. Certamente la situazione migliorerà quando, entro i primi di dicembre, saranno montate nella zona telecamere che registreranno le targhe anche in uscita: a quel punto chi non potrà accedere alle poche centinaia di metri del corso si prenderà una bella multa. Ma per ora, nonostante la presenza di vigili urbani e lo spostamento dei taxi in piazza Matteotti, la situazione appare ancora caotica. L'ordinanza emessa dal sindaco Muzzarelli è invece precisa e regolamenta chi può accedere: il divieto di transito è per tutti eccetto «Il trasporto pubblico, i taxi, i veicoli dei disabili e i velocipedi".
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Possono, come recita la nuova cartellonistica posizionata, accedere a corso Duomo anche i "residenti e domiciliati dimoranti (categoria, quest'ultima, un po' vaga, ndr.) di via Lanfranco, via Calle dei Campionesi e corso Duomo, per accedere alle aree private o per effettuare operazioni di carico e scarico con una sosta massima di 30 minuti». Accedono liberamente anche i titolari dei garage nelle tre strade, veicoli delle forze dell'ordine e di soccorso, quelli di enti pubblici e privati che si occupano dei servizi in città. E il numero aumenta, rendendo non definibile come "pedonale" lo spazio davanti al duomo. La sensazione ieri è stata quella che ancora, vista la mancanza di telecamere, chi può accedere al centro utilizza il corso come scorciatoia per passare tranquillamente da una parte all'altra della città. In pochi minuti si sono visti transitare, spesso neppure a bassa velocità, due suv, un superbolide e scooter vari che non parevano provenire dai garage nelle vicinanze (poche decine). E poi la situazione di carico e scarico: nell'ordinanza si spiega che in corso Canalchiaro ai limiti del voltone che immette in corso Duomo verrà creata una zona adibita a questa attività. Oggi anche questa situazione non è ottimale visto che chi deve scaricare si ferma in via Emilia centro, creando spesso disagio anche agli autobus che là transitano, oppure ai limiti di via santa Eufemia. Troppo traffico, o almeno è questa la sensazione di chi qui lavora.
«I vigili - spiega Roberto Mazzilli del negozio omonimo - ci sono, ma qui continuano a passare tutti e dunque è una rivoluzione a metà, a voler essere ottimisti. Invece del filobus andava fatto transitare un pulmino qui davanti». C'è infine la situazione del portico che costeggia un lato del corso: dire che è in una situazione di degrado è dire poco. «Abbiamo già segnalato da tempo - spiega la signora Vania, titolare del negozio di abbigliamento Hombre - la situazione di alcuni dei teli che coprono gli spazi tra una colonna e l'altra del palazzo. Noi e altri commercianti li teniamo in ordine, altri no, mentre tutte le colonne di pertinenza dell'archivio notarile sono tutte scrostate bisognerebbe intervenire. Noi dei negozi stiamo cercando di coordinarci per offrire una migliore organizzazione». Infine le due edicole collocate sotto il portico: quella del lato di via Lanfranco praticamente impedisce il passaggjo pedonale sotto il portico. Perché non aprirsi sul corso? Insomma, qui i lavori non sono ancora terminati. E resta sempre la brutta visione dei grossi filobus che transitano davanti alla cattedrale patrimonio dell'umanità.
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